MONTEREALE – Novità nell’inchiesta di Procura della Repubblica dell’Aquila e Finanza su lavori stradali, che si ipotizzano  mai fatti  ma contabilizzati e pagati, eseguiti per conto del Comune di Montereale. Infatti  c’è almeno un indagato, un ex dipendente, che ha anche nominato a sua difesa un consulente tecnico il quale, a sua volta, risulta di gradimento anche all’ente locale.

Lo si apprende da una delibera della giunta municipale. “Vista la nota datata 26.04.2025”, si legge nell’atto, “con la quale l’ex dipendente comunale a seguito del procedimento attivato a suo carico dinanzi al Tribunale di L’Aquila, ad integrazione delle precedenti comunicazioni e della precedente nomina dell’avvocato Carla Mannetti, ha anche comunicato di aver provveduto a nominare quale consulente tecnico di fiducia il geometra Ludovico Carli al fine dell’espressione del comune gradimento”.

Le strade in questione sono  nella località Casale Bottone, fraz. Ville di Fano, Castel Paganica e  Cesaproba a fronte di una indagine aperta dopo un esposto. Si contesta, ma si tratta di ipotesi tutte da dimostrare, che ci sia stato un mancato ampliamento  della strada  municipale, peraltro impossibile da eseguire, pur a fronte di una contabilizzazione delle opere a fronte di lavori comunque fatti. Stante a quanto indicato nella contabilità delle opere risulta che tutte le strade sono state ampliate mediante l’esecuzione di uno scavo della larghezza di metri 1,20 e dell’altezza di metri 0,30 su ogni lato.

“La strada in analisi”, si legge negli atti della Finanza,  “in origine  sarebbe dovuta essere larga circa 1,60 metri, ipotesi non veritiera in quanto la predetta via è da sempre  utilizzata per il traffico veicolare anche pesante”;  l’ipotesi paventata ed antecedentemente argomentata è stata sottoposta a particolare attenzione dei  militari che, per quanto di competenza, tramite sopralluoghi diretti dei luoghi indicati,  paragonati con gli stessi estrapolati in precedente data tramite google maps wiev (specifico applicativo  che permette di visionare foto di luoghi in date differenti) trovano riscontro nelle rimostranze appena  ribadite”. ” L’operato dei militari, data la deficienza di specifiche nozioni tecniche, è stato quello di confrontare  esclusivi tratti di strada in cui vi è la presenza di punti fermi inamovibili, (quali muri di cemento armato,  picchetti di delimitazione confini ecc. già presenti prima delle opere di asfaltatura) con lo stato dei  luoghi”.

“Si esclude”, si legge nell’atto, “l’allargamento di tutte le sedi viarie asfaltate.  In detti riscontri, non sono stati rilevati dagli operanti allargamenti della via in questione ante e post lavorazione, anche perché, come di logica resi impossibili dalle citate demarcazioni” ed ancora sono emerse criticità circa la contabilizzazione delle opere , la posa in opera degli asfalti e le modalità di pagamento delle stesse”. La nomina del consulente è finalizzata, per l’appunto, a contestare queste conclusioni e arrivare a un prosciogliento.