L’AQUILA – “È stato un Papa importante, ma non credo sia stato rivoluzionario come oggi se ne sente parlare”. “Papa Francesco ha rilanciato i messaggi del cristianesimo di duemila anni fa”. “Quest’immagine che Bergoglio avrebbe proiettato la Chiesa nel futuro non la condivido pienamente”. E ancora “è una Chiesa che, ad esempio, sulle donne è rimasta indietro, che sui matrimoni e sulle unioni civili è ferma alla ‘Santa inquisizione'”,
Sono solo alcuni dei passaggi delle dichiarazioni che, facendo professione di laicità, anzi di ateismo, il professor Luciano D’Amico, capogruppo dell’opposizione del Patto per l’Abruzzo, ha rilasciato in un’intervista al quotidiano Il Centro, a firma di Daniele Cristofani.
Un’ intervista che per più di un passaggio sta creando irritazione tra gli esponenti cattolici della coalizione del centrosinistra che a marzo dell’anno scorso candidò l’ex rettore dell’Università di Teramo a presidente di Regione contro Marco Marsilio, di Fdi.
Opinioni più che legittime e ben argomentate, quelle di D’Amico, ma c’è chi tra i suoi le ritiene politicamente inopportune, tatticamente avventate, in dissonanza rispetto al quasi unanime sentimento popolare, anche quello dell’elettorato del centrosinistra in Abruzzo. Pubblicate per di più nel giorno dei funerali di Papa Francesco, al quale D’Amico non ha partecipato, a differenza del suo competitor Marsilio.
Alla domanda del cronista, “andrà al funerale di Papa Francesco?”, la risposta di D’Amico è stata la seguente: “No, assolutamente. Sono ateo e non rappresento istituzioni. E poi ha visto il corteo di traslazione della salma di Francesco da Santa Marta al Vaticano? Centinaia di migliaia di persone riunite per ricordarlo. Molte persone erano lì in piazza San Pietro per farsi i selfie. Con una persona defunta: mi sembra irriguardoso nei confronti di Francesco”, e aggiungendo, “Migliaia di persone che piangono la loro morte e partecipano al funerale. Poi girano l’angolo e tutto finisce lì”, parlando di “epoca della superficializzazione di tutto, dal fast food ai sentimenti”
Parole che, si afferma, dietro le quinte dell’opposizione, che non rappresentano il comune sentire nei confronti di un papa invece considerato come di “sinistra”, “attento agli umili e agli ultimi”, addirittura da Rifondazione comunista, e il quale, come ha ricordato Marsilio, ha dato “un riconoscimento dopo oltre sette secoli della Perdonanza Celestiniana. Papa Francesco è stato per l’Abruzzo una presenza importante che rimarrà nella storia e nei cuori di tanti abruzzesi”.
Dissonanza che non è certo la prima e non sarà probabilmente l’ultima, quella tra parte dell’opposizione e il professore, che si è manifestata ad esempio sulla linea ritenuta troppo intransigente sulle manovre d’aula, o fondi a pioggia o leggi mancia che dir si voglia, come pure per il sì di D’Amico a due proposte forti di Marsilio, il collegio unico elettorale e la Asl unica, come pure sulla necessità di ridimensionare i piccoli ospedali per mettere in sicurezza i conti disastrati della sanità. Ipotesi che trovano anche a sinistra fortissima contrarietà.
D’Amico ha ancora detto nell’intervista, a proposito degli accorati appelli di papa Francesco contro la guerra: “Benedetto XV che, nel 1917, parlava della prima guerra mondiale come “inutile strage”: quello era dirompente. Allora si andava in giro con gli elmetti col chiodo. Ciò non toglie che Francesco abbia fatto benissimo ad assumere queste posizioni, ma serve che venga dato un seguito. Su certe questioni, penso all’aborto e alla ‘teoria gender’ Bergoglio ha anche mantenuto delle posizioni rigide. A me non stupisce che il papa sia contro l’aborto. Ce lo si aspetta. Su tutto il resto, tra cui anche la teoria gender, invece, no”
E infine: “Mi capita, ogni tanto, di ascoltare in televisione delle omelie in cui ripetono letteralmente, a volte con un’ingenuità sorprendente, ciò che è stato scritto 2000 anni fa nei vangeli. Senza darti un’interpretazione. Io, nella mia ignoranza religiosa, dalla chiesa mi aspetto che contestualizzi questi messaggi nella contemporaneità”.





