L’AQUILA – Il presidente della Regione Marco Marsilio ha promesso che al più presto sarà approvata la nuova legge elettorale con il collegio unico regionale, al posto dei quattro provinciali, per dire basta al localismo e al campanilismo che connota da decenni l’azione politica dei consiglieri e assessori abruzzesi.
Intanto assume però di fatto, tanto per cambiare, l’aspetto di una guerra tra territori e tra i dominus dei rispettivi collegi elettorali, quella che nella coda dello spoils system, sta divampando dentro Fratelli d’Italia, per la successione alla presidenza di Abruzzo progetti, società in house della Regione. Con due candidati che già scalpitano: nella provincia dell’Aquila, Pasqualino Di Cristofano, sindaco di Magliano de’ Marsi, dato per favorito, con l’appoggio dell’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, che dopo aver perso la partita delle nomine all’Ater dell’Aquila, questa volta vuole passare all’incasso. In provincia di Teramo c’è invece l’ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Notaresco, Diego Di Bonaventura.
In ballo una poltrona assai ambita, in quota del partito del riconfermato presidente Marsilio, lasciata libera dall’ingegnere Andrea Di Biase, che si è dimesso dopo il pronunciamento dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), sull’incompatibilità con il suo ruolo di direttore generale dell’Icsa, residenza per anziani partecipata del Comune dell’Aquila. Di Biase è anche il capogabinetto del sindaco Pierluigi Biondi.
Il nuovo amministratore unico sarà nominato dal socio di maggioranza, la Regione Abruzzo, nella assemblea convocata all’Aquila per oggi pomeriggio, e il prescelto dovrà portare avanti il lavoro svolto finora nell’assistenza tecnica della ricostruzione post sisma 2009, nella gestione del personale operante nel numero unico di emergenza 1-1-2 e per quel che riguarda i progetti del Pnrr tra cui la rete di servizi per la facilitazione digitale. Un “ottimo lavoro”, ha tenuto a ricordare il sindaco Biondi che ha difeso a spada tratta Di Biase, contro la sinistra con “la bava alla bocca”, ricordando che le sue dimissioni non erano nemmeno dovute, e assunte “proprio per il profondo rispetto delle istituzioni, considerando che il pronunciamento dell’Anac è notoriamente solo consultivo e non vincolante e in questo caso persino impugnabile perché molto labile dal punto di vista giuridico”.
Tornando alla partita della successione: primo nome in pole sarebbe dunque l’ex presidente della Provincia di Teramo ed ex sindaco di Notaresco Di Bonaventura, entrato in Fratelli d’Italia nell’ottobre 2023, e che alle regionali di marzo ha preso ben 5.046 voti, mancando di poco l’elezione.
Di Bonaventura ambiva alla nomina a presidente dell’Azienda territoriale edilizia popolare (Ater) di Teramo, dove a spuntarla è stato però l’avvocato Alfredo Grotta, già membro del cda del Ruzzo, sostenuto dal potente consigliere regionale di Fdi, Paolo Gatti, il secondo più votato alle regionali del 10 marzo con quasi 11mila voti. Ad avere la peggio, invece Di Bonaventura, che rivendicava il posto in virtù dell’ottimo risultato alle urne. Il suo nome sarebbe gradito anche al presidente Marsilio in persona, valutando il suo peso elettorale, ma contro di lui c’è l’ancora influente nuovo sindaco di Notaresco, ed ex consigliere regionale della Lega, ora civico, Tony Di Gianvittorio, che ha un buon rapporto sia con Gatti sia con il presidente del consiglio regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri, e che nel suo comune deve subire l’opposizione dell’ora consigliere comunale Di Bonaventura. E sarebbe stato proprio Di Gianvittorio a “boicottare” l’elezione di Di Bonaventura all’Ater, minacciando addirittura di passare armi e bagagli con la sua composita maggioranza nel centrosinistra.
Ma c’è un altro nome pesante in corsa, e che viene dato anzi come favorito: Pasqualino Di Cristofano, sindaco di Magliano de’ Marsi, che gode dell’appoggio dell’assessore Quaglieri, campione di preferenze alle elezioni di marzo con quasi 12mila voti. Anche in questo caso si tratterebbe di una “compensazione”.
Di Cristofano era infatti inizialmente tra i papabili per la presidenza dell’Ater provinciale dell’Aquila, un posto che era stato ipotecato da mesi dall’assessore regionale ed ex sindaco di Trasacco.
Ma invece ad essere stato nominato in quota Fdi è stato Quintino Antidormi, in quota del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, grande rivale di Quaglieri, anche lui uomo forte di Fdi nella Marsica. Come già riferito da Abruzzoweb, per placare il dissidio tra Quaglieri e Verrecchia era entrato in campo come paciere il senatore e vicesegretario regionale Guido Liris, e si era arrivati alla soluzione di una terna di nomi proposta da Quaglieri, dove però non doveva esserci, per un niet di Verrecchia, quello di Di Cristofano. Ma a volere Di Cristofano, e nessun altro, erano proprio i sindaci vicini a Quaglieri nella sua roccaforte marsicana. Quaglieri è stato dunque costretto a non fare passi indietro, e Verrecchia, in accordo con il gruppo consiliare ha tagliato la testa al toro e come capogruppo ha vergato il nome di Antidormi nella la comunicazione ufficiale via mail al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, che ha proceduto con la nomina.
Inutile dire che Quaglieri l’ha presa malissimo, e sarebbe arrivato ad un passo dal minacciare le dimissioni da assessore.
Per lui ora piazzare Di Cristofano alla presidenza di Abruzzo progetti rappresenterebbe anche una vendetta nei confronti di Verrecchia, e un rafforzamento politico ulteriore nell’area marsicana, in vista anche delle elezioni comunali di giugno 2026 di Avezzano, dove il sindaco civico Gianni Di Pangrazio fa da tempo squadra con Quaglieri, mentre Verrecchia, che potrebbe essere lui il candidato sindaco, vuole farla finita con il civismo bipartisan e ricompattare anche ad Avezzano una coalizione di centrodestra canonica e tradizionale.
Un altro successo, dopo che Quaglieri ha incassato anche il trasferimento, dall’Aquila ad Avezzano del processo, al termine della udienza con giudizio immediato andata in scena il 10 dicembre scorso, per l’utilizzo, dal 2013 al 2024, di una sim telefonica intestata e pagata per un tortale di 6.621 euro dal Comune di Trasacco, amministrazione della quale Quaglieri è stato sindaco dal 2012 al 2018 e poi consigliere fino al maggio del 2019, quando è stato eletto per la prima volta consigliere regionale.
C’è poi il filone dell’inchiesta principale della procura della Repubblica dell’Aquila, intende far luce sul doppio ruolo di Quaglieri di medico e chirurgo con contratto di collaborazione esterna nella clinica “Di Lorenzo” di Avezzano, e nello stesso tempo di consigliere regionale, presidente della commissione sanità, dal 2019 al dicembre 2022, e poi assessore regionale al Bilancio al posto di Liris, eletto senatore, carica nella quale è stato rinominato dopo la storica conferma il centro-destra alle elezioni di marzo scorso.
In particolare, Quaglieri, secondo i pm, non si è astenuto in occasione di due delibere di giunta che riguardavano anche la clinica dove l’assessore medico trae parte del suo reddito.
Ed è ora indagato con le ipotesi di reato tutte da dimostrare, di falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Indagata anche per il solo abuso d’ufficio la titolare della clinica Lucia Di Lorenzo.






