PESCARA – “Per il cessate il fuoco e la trattativa in Ucraina, per lo stop al genocidio a Gaza, per il riconoscimento dei diritti dei popoli a partire da palestinesi e curdi, contro la rapina delle risorse dell’Africa, contro l’aumento delle spese militari perché le risorse siano destinate alla sanità, alla scuola, all’occupazione, ad aiutare i più deboli, per la giustizia sociale e ambientale”.
Con queste argomentazione centinaia di persone hanno ieri sfilato a Pescara nel pacifico corteo promosso dal coordinamento No G7 Pescara, contestualmente al summit internazionale, che si è concluso ieri in città.
I manifestanti si sono radunati in largo Madonnina e da pochi minuti sono in marcia sul lungomare, nel centro della città, tra fumogeni, musica, cori e bandiere che sventolano, soprattutto quelle della pace e della Palestina.
“Il G7 si è pappato un milione e 150mila euro: non sarebbero bastati per sistemare tutta Pescara, ma sicuramente sarebbero stati utili per fare qualcosa per chi è indigente”, hanno affermato dal palco mobile i promotori. A chiudere il corteo è una enorme bandiera della Palestina, lunga alcune decine di metri.
A spiccare lo striscione, “Pescara capitale della cocaina”, con riferimento anche all’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto anche gli uffici del Comune.
Il corteo ha percorso via Trilussa, via Ravenna, corso Vittorio Emanuele, viale Muzii e la riviera, per poi arrivare in piazza della Rinascita, dove c’è stato il comizio finale su un furgone scoperto trasformato in palco mobile. La manifestazione non ha toccato le cosiddette zone di ‘massima sicurezza’ dedicate ai lavori del summit.
La marcia per la pace è stata scortata dalle forze dell’ordine in allerta per il paventato arrivo di ‘contestatori violenti’, con conseguente rischio di incidenti tra manifestanti e polizia, come già accaduto qualche giorno fa Napoli in occasione del G7 Difesa. Ma a Pescara non si è visto nessun contestatore violento.
Obiettivo della mobilitazione è stato quello di “lanciare una voce di dissenso rispetto all’incontro internazionale del G7 a tema Sviluppo. Sulla carta un forum basato sul coordinamento in materia economica e finanziaria, aiuto allo sviluppo e contributo alla pace e alla sicurezza globali. Nella realtà un incontro di Paesi che con le loro politiche hanno prodotto effetti devastanti per l’economia mondiale e il futuro di gran parte dei popoli del pianeta, perpetuando continue crisi umanitarie, guerre e immani disastri ambientali”
Il coordinamento No G7 Pescara è formato da dieci promotori e altri 35 aderenti tra associazioni e partiti politici eterogenei, tra cui Rifondazione comunista, Potere al popolo, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra, Radici in Comune ed esponenti del movimento politico Pettinari Sindaco), e i sindacati Cgil, Cobas e Usb.





