L’AQUILA – Secondo round oggi nella riunione congiunta della quinta commissione Salute, presieduta da Paolo Gatti, di Fdi, e della prima commissione Bilancio, presieduta da Vincenzo D’Incecco, della Lega, che deve occuparsi della cruciale questione del debito della sanità.
Dopo l’audizione di martedì dei sindacati di categoria, di tutte le sigle, e del vice direttore del dipartimento sanità della Regione, Ebron D’Aristotile, oggi sarà la volta dei dei quattro dg rinnovati ad agosto 2023, dalla maggioranza di Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, ovvero Thomas Shael a Chieti, Maurizio Di Giosia a Teramo, e contestualmente nominati, nel caso di Vero Michitelli alla Asl di Pescara, o prorogati a giugno per un altro anno, come Ferdinando Romano alla Asl aquilana.
I quattro manager dovranno illustrare con dovizia di particolari i loro piani di rientro, e dare garanzie della loro applicazione entro fine anno, per contenere il debito ai 128 milioni, riuscendo a risparmiare i 70 milioni circa ed evitare che il tendenziale arrivi ai 200 milioni. Se ciò sarà, come assicurato da D’Aristotile e dall’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, non saranno necessarie altre dolorosissime manovre correttive a metterci una pezza da parte del Consiglio regionale, come quella da 122 milioni adottata a giugno, perchè si potranno utilizzare i fondi ancora disponibili della cassa sanitaria regionale per 37 milioni, e poi ci saranno 70 milioni di entrate proprie della sanità ed altre economie, determinando così una diminuzione del disavanzo ad appena 20 milioni di euro. Cifre a dir poco ottimistiche, per l’opposizione di centro sinistra che parla di “baratro” e totale fallimento del centrodestra del riconfermato Marco Marsilio, di Fdi, nel capitolo principale della politica regionale, che copre l’80% del bilancio.
E i tagli già previsti provocano già la levata di scudi dei sindacati: la Cgil ha già denunciato il fatto che, proprio nel piano di rientro predisposto dalla Asl dell’Aquila, “ben ventidue lavoratori impiegati nell’appalto che finora ha fornito il servizio di guardiania e portierato presso il nosocomio di Sulmona subiranno un taglio salariale del 50%”.
La Cgil, che ha già proclamato lo stato di agitazione, e sarà oggi ancora in Consiglio Regionale, e “se non giungeranno a breve termine le soluzioni necessarie, lunedì 30 settembre dalle ore 10.00, si terrà un’assemblea pubblica aperta a rappresentanti istituzionali, parti politiche, cittadinanza e organi di informazione e di divulgazione, dinanzi all’ospedale dell’Annunziata di Sulmona”.
Il capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia, dando seguito dell’audizione dei sindacati martedì nella commissione congiunta Sanita’ e Bilancio, ha organizzato alle 12.30 un incontro con la direzione strategica della Asl provinciale dell’Aquila.
Anche nel centrodestra però sono proprio i dg a essere saliti sul banco degli imputati, per non aver saputo tenere i conti sotto controllo a tempo debito, costringendo a giugno il consiglio regionale ad una manovra correttiva. C’è chi vorrebbe anche il loro commissariamento, anche se ciò espone a contenziosi, con la Regione soccombente, come già avvenuto in passato.
Il parere delle commissioni hanno acquisito un grande peso, dopo l’approvazione di un emendamento a firma dello stesso Gatti, e con il sostegno del presidente del Consiglio di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, votato anche dall’opposizione del campo largo di centrosinistra e M5s, che lo qualifica ora come “vincolante” per la giunta, che non potrà non tenerne conto.
entrando nel merito dei piano di rientro: nella Asl di Pescara senza interventi il tendenziale a fine 2024 per la Asl pescarese, arriverebbe a 25.419.481 euro, e si prevede dunque un ventaglio di manovre da 5.000.000 di euro, per contenere il deficit a 19.898.291 euro. Nel piano comunque Michitelli menziona azioni di contenimento più corpose da realizzare nel corso del 2025.
La Asl chietina si impegna a mettere in campo nei prossimi mesi, risparmi per 15.979.490 euro, per far scendere il deficit a 44.926.969 euro, rispetto ai 60.906.458 euro che si registrerebbero senza alcun intervento.
Per quanto riguarda la Asl di Teramo, l’entità dei risparmi previsti a 12.387.933 euro, per contenere il deficit a dicembre a 32.823.926, tenuto conto che la proiezione a dicembre del debito senza interventi è di 45.211.860 milioni.
Infine la manovra correttiva della Asl dell’Aquila prevede un recupero pari a 32.933.796 euro, rispetto ad un risultato economico tendenziale di 59.777.998 euro, riducendo dunque il disavanzo a 26.844.202 euro, quasi la metà rispetto al 2023.
Oggetto di discussione oggi in commissione anche però i rilievi critici dei quattro dg rivolti ai criteri di ripartizione dei fondi della sanità da parte della Regione, e alle politiche di indirizzo e programmazione che hanno più di una lacuna.
La Asl provinciale di Chieti ha evidenziato che soffre di un disavanzo strutturale e non comprimibile che ammonta a circa euro 45.000.000 di euro, e ciò è da attribuire anche al fatto che la ripartizione del fondo regionale in base alla popolazione, non tiene conto della grande estensione della provincia chietina, in buona parte montuosa, come pure delle aree di disagio, dell’età media della popolazione, tutti fattori che incidono pesantemente sulla spesa sanitaria, se si vuole. garantire un servizio di prossimità, come la legge stabilisce.
La Asl provinciale dell’Aquila, ha messo nero su bianco che ad incidere significativamente sul disavanzo è l’insufficiente finanziamento da parte della Regione Abruzzo, che non tiene conto della vastità del territorio da coprire, ben superiore a quello delle altre tre Asl, con un costo pro capite più alto, per garantire i servizi sanitari, “ad esclusivo beneficio dei cittadini. E dunque, se si continuerà a calcolare il finanziamento regionale in base al numero dei residenti, inevitabilmente ci sarà un disavanzo strutturale e incomprimibile di circa 50 milioni di euro l’anno.
La Asl di Teramo ha scritto nel piano che da una parte ha un conto da pagare per la mobilità passiva verso gli ospedali marchigiani, contro cui poco si può fare, far fronte all’aumento della spesa del personale, ma per l’aver effettuato le tanto necessarie e auspicate assunzioni, e all’incremento del costo dei farmaci, come avviene ovunque, e delle patologie croniche con l’invecchiamento della popolazione. Dall’altra parte una Regione Abruzzo continua, come fatto con la manovra correttiva di giugno per il debito del 2023, che di fatto ha premiato le Asl che hanno fatto più debiti, a discapito di quella teramana, che è stata la più virtuosa, con solo 6,8 milioni. Per di più garantendogli anche meno risorse per gli investimenti.
La Asl di Pescara ha fatto osservare che soffre del fenomeno della mobilità intraregionale, ovvero di pazienti che arrivano dalle altre tre Asl provinciali, e questo determina un aggravio di costi alla prima, si pensi solo al personale necessario e ai medicinali, con impatto negativo sui conti e sul deficit, un vantaggio che potrebbe essere “strategico”, e “opportunistico” per le seconde.






