BRUXELLES – Dopo un lungo braccio di ferro con Budapest, i Ventisette si sono accordati oggi, giovedì 1° febbraio, su una revisione del bilancio 2021-2027 che prevede un pacchetto di aiuti all’Ucraina di 50 miliardi di euro.

L’opposizione dell’Ungheria è venuta meno grazie a due accorgimenti politico-giuridici, che dovrebbero permettere al premier Viktor Orbán di dirsi soddisfatto dell’esito del summit. L’intesa permette all’Unione di risolvere, almeno nel breve termine, una diatriba particolarmente imbarazzante.

Lo riporta Il Sole 24 Ore.

Nell’intesa – si legge quindi sul Fatto Quotidiano – è stato aggiunto un passaggio, particolarmente caro a Viktor Orban: un richiamo alle conclusioni del Consiglio europeo di dicembre 2020 sul meccanismo di condizionalità, sulla base del quale Bruxelles ha congelato i fondi per l’Ungheria. Fonti Ue spiegano che, nello specifico, il richiamo fa riferimento al fatto che “le misure previste dal meccanismo dovranno essere proporzionate all’impatto delle violazioni dello Stato di diritto”.

Ciò non “libera” automaticamente i circa 6 miliardi di fondi destinati all’Ungheria e bloccati per i bassi standard dello stato di diritto del Paese, tuttavia ne rende più facile lo scongelamento in futuro. In quel testo, inoltre, si disciplina “un equo trattamento” tra i 27 nell’applicazione del meccanismo di condizionalità. Il premier ungherese Orban ha dichiarato che Budapest ha ottenuto la “garanzia” che i suoi fondi Ue non andranno all’Ucraina.