L’AQUILA – Non c’è pace per gli aquilani, nemmeno dopo la morte, al cimitero di Santi di Preturo, frazione del capoluogo.

Lapidi divelte, fili della corrente pendenti, lampade votive spente e cumuli di lastre di marmo abbandonate a terra sono il desolante scenario che si presenta agli occhi dei visitatori che vanno a trovare i propri cari.

Numerosi i danni al camposanto, non conseguenti al sisma del 2009, ma alla mancata manutenzione delle lapidi che continuano a staccarsi a causa del deterioramento del calcestruzzo che le sostiene.

Il caso limite, registrato a settembre, ha richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco, che hanno dovuto murare di nuovo un loculo da cui spuntava una bara.

A denunciare la situazione di degrado e abbandono che va avanti ormai da mesi è Anna Lancia, residente nella frazione aquilana.

“È una vergogna – commenta indignata – Non c’è rispetto più nemmeno per i morti, che a differenza dei vivi non possono difendersi. Ho passato un’intera giornata a chiamare il Comune dell’Aquila e sono stata rimbalzata da un funzionario all’altro senza capire di chi siano le competenze reali. Il risultato è che, a distanza di mesi, il cimitero versa ancora in quelle condizioni”.

Una disastro che non riguarda solo l’aspetto morale della vicenda e il rispetto di un luogo sacro, ma che ha a che vedere anche con la sicurezza dei visitatori, esposti continuamente al rischio di cedimento delle lapidi.

“È pericoloso andare a trovare i propri cari e anche difficoltoso poter arrivare alle lapidi visto che il pavimento è pieno di lastre di marmo cadute – conclude – Oltre al danno, anche la beffa per tutti noi, costretti a pagare le bollette di lampade votive spente da tempo”.