L’AQUILA – “Parliamo di un appalto assegnato misteriosamente a undici società di cui non si conoscono i nomi. Ci siamo insospettiti per questa ‘coltre’ di segretezza, ma siamo riusciti a sapere chi era una di queste undici aziende per un appalto da 44 milioni di euro per 180 mila banchi. E abbiamo scoperto, con una semplice visura camerale, che all’indirizzo c’era una cassetta delle lettere dell’Arcigay di Ostia. Un’azienda con un solo dipendente in cassa integrazione. Per un contratto che non prevede subappalto. Una cosa gravissima”.

Così Claudio Borghi Aquilini, esponente della Lega, ad AbruzzoWeb sullo scandalo dell’appalto per la fornitura dei banchi di scuola.

“Lo Stato, nello specifico il ‘brillante’ commissario Domenico Arcuri – continua Borghi – assegna un appalto a una società che anche un bambino si rende conto che non esiste. Allora, qui le possibilità sono due: o è qualcosa di deliberato, quindi, scegliete voi, associazione a delinquere, creazione di fondi neri; oppure incuria, per cui, molto banalmente, le mega strutture, il mega tecnico e il super tecnico non sono in grado di fare una minima verifica prima di scrivere o di assegnare un bando”.

“Un fatto del genere non può passare in fanteria”, aggiunge.

Nell’intervista telefonica rilasciata a questo giornale, Borghi ha detto la sua, tra l’altro, sulle elezioni regionali, tra cui quelle in Toscana, e si è detto “molto preoccupato” per la crisi economica in Italia, puntando il dito contro il governo Pd-M5s guidato dal premier, Giuseppe Conte, per delle scelte, come quella dei prestiti alle Pmi, che, messi in campo in un certo modo, quindi non a fondo perduto, hanno causato, a suo giudizio, più danni di quelli che avrebbero dovuto evitare.

CONTRATTO NEXUS LOTTO A

L’intervista completa in formato audio è disponibile cliccando play sul lettore qui sotto