L’AQUILA – “La Protezione civile regionale ha consegnato alla Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila 200 mascherine FFP2, 80 tute, 1.000 calzari, 5.000 guanti chirurgici, 100 litri di gel disinfettante, 1.000 cuffie e 5.000 mascherine a fazzoletto: l’azione fa seguito a precedenti consegne dei giorni passati di 3.800 mascherine FFP2, 60 litri di disinfettante, 35 tute, 156 occhiali protettivi, 750 mascherine chirurgiche, 2.500 cuffie e 2.500 copri scarpe”.

A comunicare l’arrivo del prezioso e atteso carico di dispositivi di sicurezza, sempre più difficili da reperire in tempi di emergenza coronavirus, è stato, con una nota inviata ieri sera, il direttore generale della Asl, Roberto Testa.

Il manager, in sella dal settembre scorso dopo la nomina del governo regionale di centrodestra, è stato anticipato da un comunicato, arrivato ieri pomeriggio, dall’assessore regionale al Bilancio e al Patrimonio Guido Liris, ex vice sindaco dell’Aquila, e dirigente medico della Asl provinciale dell’Aquila, in prima linea nella emergenza covid-19 nella gestione di queste complesse e drammatiche fasi, proprio nella sua azienda e al fianco dello stesso dg.

Impossibile, nel leggere il comunicato, non constatare la eccessiva lunghezza e il fatto che la notizia della consegna di Dpi, è in fondo alla lunga nota, una circostanza tecnicamente sbagliata, che la rende inservibile senza rimaneggiarla nettamente.

In tal senso, è evidente che non si tratta di uno scritto redatto da un giornalista-comunicatore: visto lo stile burocratico, formale e prolisso, forse è farina del sacco di un dirigente aziendale, o anche dello stesso direttore generale, che – ci permettiamo di suggerire – dovrebbero assolutamente fare altro in questo momento di grande emergenza.

Il comunicato, all’inizio, tocca un tema, purtroppo molto attuale, della carenza di dispositivi di sicurezza tra il personale sanitario: l’estensore si rivolge agli organi di informazione, considerandoli interlocutori, fatto insolito perché i media sono strumenti per parlare ai cittadini, e lo fa con un tono vagamente accusatorio per aver denunciato la grave situazione che sta mettendo in pericolo la vita di medici ed operatori.

Sembrerebbe, leggendo, che siano giornalisti e giornali a creare polemiche ad arte dimenticando, la Asl e il direttore generale, che la carenza di dispositivi di sicurezza, in particolare di mascherine, è purtroppo una realtà in questa pandemia che si sta rivelando una vera e propria “guerra”.

Gli organi di informazione, ripetiamo, mezzi di collegamento con i cittadini, non hanno inventato o strumentalizzato la polemica, ma riportato fedelmente, e con ancora maggiore senso di responsabilità, visto il momento davvero emergenziale e molto doloroso, appelli, denunce e preoccupazioni di medici ed operatori sanitari, i più esposti al contagio perché in prima linea nel contrasto della pandemia.

Singolare le affermazioni dell’autore della nota che sul fenomeno della cronica assenza dei dispositivi, “vuole rassicurare” la stampa.

In questo quadro, nel comunicato la Asl ammette che il problema esiste ma chiarisce che la responsabilità non è dell’azienda: le colpe vengono distribuite qua e là anche se alla fine viene sottolineata la grande difficoltà di reperimento per la richiesta globale e il fatto che la Protezione civile regionale e nazionale ha centralizzato ed uniformato le procedure per le relative forniture.

La sensazione, comunque, è di una lectio magistralis che dispensa consigli, raccomandazioni ed anche qualche accusa.

Poi, le parole virgolettate del dg, anche queste prolisse e con uno stile lontano dalla comprensione della collettività, che formula ringraziamenti al personale richiamando l’importanza di fare squadra, anche in riferimento ai media e, in questo momento drammatico, di evitare polemiche.

Insomma, questa nota conferma la maglia nera nella comunicazione, tra le quattro aziende abruzzesi, della Asl provinciale dell’Aquila che, semplicemente, non comunica e non informa dall’inizio della emergenza mondiale che mette a rischio la salute di tutti e che proprio per questo vede nella comunicazione un elemento importante.

Tutto ciò, comunque, non cambia l’atteggiamento di massima responsabilità di Abruzzoweb: per quanto ci riguarda, come fatto per le vie brevi ai vari interlocutori istituzionali, confermiamo pubblicamente la disponibilità a collaborare e dare spazio alle esigenze di comunicazione del mondo della sanità. (b.s.).

Ecco la nota completa.

ASL 1 ABRUZZO, EMERGENZA COVID-19 E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

Si è avuto modo di constatare – a mezzo organi di stampa ovvero attraverso missive direttamente pervenute in Azienda – di una attenzione particolare e legittima in merito alla mancanza di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) ad uso del personale impegnato nell’attuale emergenza sanitaria.

Preliminarmente, è d’uopo rassicurare codesti organi di stampa circa l’impegno quotidianamente profuso, fino ad oggi, dalla scrivente Direzione per fronteggiare la pandemia in atto, salvaguardando la salute degli operatori sanitari impegnati in prima linea in questa eroica attività.

Invero, sin dal mese di gennaio u.s. si è provveduto a porre prontamente in essere tutte le iniziative utili, volte all’acquisizione dei presidi reperibili sul mercato, seguendo le direttive dell’OMS nella distribuzione delle mascherine filtro rispetto alle chirurgiche.

Ciò posto, in merito ai DPI e alla circostanza per cui le attuali dotazioni non rispondono appieno alle norme in vigore, deve rammentarsi che, ad oggi, gli approvvigionamenti dei suddetti dispositivi avvengono esclusivamente per il tramite delle Unità Nazionale e Regionale del Dipartimento di Protezione Civile che hanno centralizzato ed uniformato le procedure per le relative forniture.

E’, pertanto, ormai assodata l’oggettiva impossibilità da parte di questa Azienda di procedere autonomamente all’approvvigionamento sul mercato, fatte salve sporadiche, quanto fortuite forniture, poste in essere autonomamente dall’Azienda.

A ciò si aggiunge che parimenti acclarata appare la grave carenza sull’intero territorio nazionale dei suddetti dispositivi, tale da determinare il Governo (con Decreto “Cura Italia”) ad adottare misure straordinarie per l’autorizzazione alla produzione di mascherine chirurgiche, in deroga alle vigenti disposizioni di legge.

Chiarito quanto precede e, dunque, la totale assenza di qualsivoglia forma di responsabilità in capo a questa Azienda per la situazione denunciata, non sembra fuori luogo rammentare che quella che stiamo fronteggiando è un’emergenza sanitaria che interessa tutto il Paese.

Questa dura battaglia si può vincere solo grazie alla collaborazione di tutti: amministratori, enti, istituzioni, società civile, organizzazioni sindacali e operatori dell’informazione, evitando ogni forma di strumentalizzazione, polemica e protagonismo, assumendo un contegno ispirato, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, alla coesione e all’unità.

Ciò detto, per dovere istituzionale e di contestualizzazione di una tematica sempre più all’attenzione sovra regionale, il Direttore Generale, Roberto Testa, “coglie l’occasione, ancora una volta, per ringraziare tutto il personale che, con alto senso di responsabilità e di abnegazione, sta operando nella gestione di questa emergenza nazionale, manifestando ulteriormente quei principi nobili di senso di appartenenza aziendale e di senso civico, superando la ricerca spasmodica di presenzialismi quando di inutili e sterili polemiche, con l’obiettivo comune di una squadra aziendale che rema all’unisono, per fornire una risposta professionale al cittadino-utente che accede alle strutture sanitarie dell’Azienda.

La storia insegna che, in occasione di contingenti situazioni emergenziali, l’essere umano oscilla tra atteggiamenti proattivi ovvero regressivi: i primi di impulso e da favorire, i secondi di ostacolo e da bandire”.

Il Direttore generale aggiunge “non posso fare a meno di segnalare le numerose manifestazioni di solidarietà che provengono dal territorio, in forma di donazioni di materiali, beni di consumo ovvero di donazioni di denaro sul conto corrente attivato dall’Azienda, preannunciate da telefonate nelle quali, oltre ad anticipare la donazione, vengono spese parole non di circostanza, ma di vivo apprezzamento e riconoscenza per l’opera svolta dagli operatori sanitari: anche a tali soggetti-benefattori è indirizzato il ringraziamento dell’Azienda”.

Da ultimo, si rappresenta che in data odierna sono state consegnata all’Azienda dalla Protezione Civile: 200 mascherine FFP2, 80 tute, 1000calzari, 5000 guanti chirurgici, 100 litri di gel disinfettante, 1000 cuffie e 5000 mascherine a fazzoletto, che fanno seguito a precedenti consegne dei giorni passati di 3800 mascherine FFP2, 60 litri di disinfettante, 35 tute, 156 occhiali protettivi, 750 mascherine chirurgiche, 2500 cuffie e 2500copri scarpe, oltre a quanto autonomamente acquisito dall’Azienda.