L’AQUILA – É scontro tra il giornalista e presentatore aquilano Bruno Vespa e la Rai sulla sospensione di “Porta a porta” decisa dall’azienda per questa settimana, in via precauzionale, visto che il conduttore è tra coloro che “sono stati a stretto contatto” con soggetti positivi, come è risultato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ospitato da Vespa il 4 marzo. Per la stessa ragione si è messo in autoisolamento il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nonostante il suo ruolo politico, operativo e istituzionale in questa fase di drammatica emergenza.
Vespa invece non l’ha presa affato bene.
“Apprendo che la direzione generale della Rai avrebbe deciso di non mandare in onda “Porta a porta” nelle giornate di martedi, mercoledì, giovedì. Da soldato, sono abituato da sempre a rispettare le decisioni aziendali. Ma questa mi sembra gravissima e pretestuosa”
E aggiunge: “Zingaretti è venuto a “Porta a porta” nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiamo avvicinato la persona infetta per più di mezz’ora a meno di un metro di distanza. Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto alcuna ragione sanitaria si cui si fondi il provvedimento. Poiché si è creato un allarme diffuso a via Teulada e tra i personaggi dello spettacolo ospiti della prima serata di venerdì, ho chiesto domenica di poter fare un tampone per tranquillizzare tutto il nostro mondo. Com’era prevedibile, il tampone ha dato esito negativo”.
Questa sera Vespa avrebbe dovuto dovuto ospitare Giorgia Meloni, il presidente dell’Iss (Istituto superiore dell
a sanità) Silvio Brusaferro, il professor Massimo Galli dell’Ospedale Sacco di Milano.
Ha replicato l’azienda: “Una disposizione aziendale di carattere prudenziale che limita gli accessi è stata adottata nei giorni scorsi dalla Rai con riferimento a tutte le persone che sono state a stretto contatto con soggetti positivi al coronavirus nei propri studi. Tale disposizione è stata applicata in via cautelare anche a dipendenti e collaboratori che hanno lavorato alla puntata di Porta a Porta di mercoledì scorso”.



