L’AQUILA – I test eseguiti nel corso della notte nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, hanno stabilito la positività al Covid 19 per 6 pazienti.
Si tratta di un uomo di 70 anni e di una donna di 65 di Città Sant’Angelo (ricoverati a Pescara); di una donna di 49 anni di Arielli, familiare dell’uomo deceduto a Ortona nei giorni scorsi (ricoverata a Chieti); di un uomo di 65 anni di Francavilla al Mare (ricoverato a Chieti); di un uomo di 44 anni di Rosciano (ricoverato a Pescara); di un uomo di 52 di Pescara (in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva della Asl).
Salgono a 39 i casi positivi al Covid 19 in Abruzzo. Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.
Il paziente di 32 anni, risultato positivo al Coronavirus e ricoverato dalla scorsa settimana nell’unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale di Chieti, non ha più febbre da qualche giorno ed è anche risultato negativo al tampone di controllo eseguito in mattinata.
”Pur se la cautela è d’obbligo – si legge in una nota dell’Asl Lanciano Vasto Chieti – c’è fiducia tra i medici che nei prossimi giorni, e dopo nuovi test, potrebbe esserne dichiarata la guarigione”.
Nello stesso reparto si trovano attualmente ricoverati altri nove pazienti positivi al test, quattro femmine e cinque maschi, che presentano i sintomi della patologia. Per due di loro il quadro clinico appare più complesso. Restano stabili all’ospedale di Vasto le altre due persone della provincia di Chieti risultate positive, una femmina e un maschio: più sensibili i segni di miglioramento in quest’ultimo, che si avvia a lasciarsi alle spalle la fase più acuta.
In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 39 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara.
17 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, 9 in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, il laboratorio di Pescara ha eseguito 310 test, di cui 217 sono risultati negativi.
La differenza tra il numero totale e quello degli esiti è legato al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sullo stesso paziente.
Complessivamente, infatti, i pazienti sottoposti a test nella nostra regione sono stati 297: 37 nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 35 nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 192 nella Asl di Pescara e 33 nella Asl di Teramo.
Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.
La Asl provinciale dell’Aquila ha chiuso il punto di primo intervento di Tagliacozzo (L’Aquila), nella Marsica, dove nei giorni scorsi ha lavorato il medico risultato positivo al conoravirus e ricoverato al reparto di malattie infettive dell’ospedale del capoluogo regionale. Il sanitario ha polmonite e febbre alta.
La stessa decisione è stata adottata ieri per la struttura di Pescina (L’Aquila).
I due presidi sono stati bloccati per mancanza del personale che è stato messo in isolamento.
Il medico ha lavorato anche al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano (L’Aquila), che è stata sanificato con gli operatori in quarantena. Il caso sta destando preoccupazione nel territorio per i molti contatti avuti dal medico originario della Marsica.
Questa prima ipotesi è stata smentita poco più tardi: “Il punto di primo intervento dell’ospedale di Tagliacozzo (L’Aquila) è stato chiuso per reperire personale al fine di ottimizzare le risorse anche alla luce del fatto che le indicazioni, non derogabili, sono quelle di non recarsi al pronto soccorso”.
Così il direttore sanitario della Asl provinciale dell’Aquila, Simonetta Santini, fa chiarezza sulla situazione dell’ospedale di Tagliacozzo chiuso nelle ultime ore.
“Gli operatori andranno ad Avezzano (L’Aquila) per rafforzare quella struttura – spiega all’Ansa -. Dobbiamo sopperire alla carenza di personale che si è determinata per la quarantena in cui sono stati posti alcuni operatori del pronto soccorso di Avezzano e dell’intero punto di primo intervento dell’ospedale di Pescina (L’Aquila), anche questo chiuso, per la positività al coronavirus di un medico che ha lavorato nei due centri”.
Per quanto riguarda le ripercussioni sul ppi di Tagliacozzo del caso di positività del sanitario, la dottoressa Santini sottolinea che “non ha prodotto effetti preoccupanti perché il medico non ha lavorato lì”.
Il direttore sanitario, insieme al direttore amministrativo, Stefano Di Rocco, ha firmato il provvedimento del direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Roberto Testa, con cui si dispone la chiusura al pubblico alla luce del prendendo del “grave stato di emergenza in corso e considerata la carenza di personale nell’organico della dirigenza medica e del comparto operante dell’Uoc di pronto soccorso e accettazione del P.O. di Avezzano”.
“Come sto? Come in guerra quindi combattiamo”.
Lo racconta all’Ansa il governatore d’Abruzzo Marco Marsilio, in isolamento a Roma da qualche giorno – oggi ha effettuato il tampone – dopo i suoi contatti con il collega Nicola Zingaretti, governatore del Lazio.
“Ma lavoro di più di prima – ammette – non riesco a staccare un attimo anche volendo, tra telefonate, video conferenze ed altro. Ma mi conforta che stiamo facendo da giorni un duro lavoro in Abruzzo, come se la vera emergenza, quella tosta, fosse già arrivata. E quindi siamo in fase di contenimento: non so se siamo stati più bravi o fortunati, ma penso tutte e due le cose”, spiega riferendosi ai quasi 40 casi di positività registrati fin qui in Abruzzo.
“Certo, superata questa lezione, dovremo ripensare un modello sanitario più adatto alla modernità, così come dovremo riflettere su certi modelli produttivi, magari recuperando quel minimo di autonomia nazionale che il mio partito (Fdi), da tempo chiede, una quantità minima di interesse nazionale che in queste ore mi sembra emerga con chiarezza. Uno Stato nazionale generatore di una offerta di sicurezza nei confronti dei cittadini, perché scoprire che le mascherine le producono solo in Cina ti fa capire molte cose”.
“Ma è – conclude Marsilio – un auspicio di aumento di logica continentale quella che servirebbe: così come in queste ore le stesse regioni che hanno cultura autonomista hanno ritenuto giusto che lo Stato intervenga su compiti comuni”.





