PESCARA – “È  molto istruttiva la lettura della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Abruzzo – sezione staccata di Pescara relativa al cosiddetto ‘Megalò 2 – la vendetta’. Apprendiamo, infatti, che chi doveva difendere l’interesse pubblico si è ben guardato dal farlo anzi ha fatto di tutto per rendere possibile un intervento che non solo poteva essere evitato ma che doverosamente andava bloccato”.

Lo ha affermato il capogruppo in Consiglio regionale del Partito di rifondazione comunista (Prc).
 
“La Sirec srl – continua Acerbo – impugna il parere negativo del comitato Via, ma  non si costituiscono in giudizio né il Comune di Chieti né il Comune di Cepagatti a cui i cittadini e i commercianti possono rivolgere i loro ringraziamenti. Leggiamo, invece, che ‘Si è costituita in giudizio solo la Regione Abruzzo senza depositare memorie difensive’. Praticamente la Regione Abruzzo non ha difeso il proprio provvedimento. Perché questo è accaduto? Responsabilità del direttore Sorgi o dell’avvocatura? Chiederò chiarimenti con un’interrogazione. Sorge il dubbio che persino i no del comitato Via siano solo pro-forma visto che non li si difende poi davanti alla giustizia amministrativa”.

“Preso atto che Regione e Comuni non ci difendono da questa invasione di scatoloni anzi le inventano tutte per farla andare avanti – conclude Acerbo – propongo di costituire un tavolo tra associazioni ambientaliste e organizzazioni di categoria del commercio per verificare la possibilità di contrastare sul piano legale questi devastanti progetti”.