PESCARA – È cominciata, presso l’istituto di medicina legale di Pescara, l’autopsia sul corpo di Piermario Morosini, giovane calciatore morto sabato a Pescara durante il match con il Livorno.
L’ispezione cadaverica durerà dalle quattro alle cinque ore.
Lo ha confermato, all’uscita dagli uffici della procura della Repubblica di Pescara, il medico legale, nonché professore di medicina legale a Chieti, Cristian D’Ovidio, uno dei più quotati professionisti in Abruzzo.
Il medico ha chiarito che già oggi sarà possibile escludere alcune cause materiali del decesso alla semplice ispezione interna ed esterna, mentre ci vorrà tempo, se non ci sono cause evidenti, per capire cosa sia successo al giocatore del Livorno.
In sostanza, già stasera si potrà capire se Morosini non è morto, per esempio, di infarto o di aneurisma cerebrale.
All’autopsia è presente anche una tossicologa dell’Università Cattolica di Roma, Simona Martello: durante l’autopsia verranno anche effettuati prelievi per eventuale incidente probatorio.
L’incontro tra quest’ultima, il medico e il procuratore Valentina D’Agostino per il conferimento ufficiale dell’incarico dell’autopsia si è concluso dopo solo tre quarti d’ora.
Massimo riserbo per ora sulle richieste ufficiali, i due clinici sono partiti subito per l’istituto di medicina legale di Pescara dove effettueranno l’esame autoptico.
IL PM: ”AUTOPSIA AD AMPIO RAGGIO”
Sarà un’autopsia ad “ampio raggio”, per sapere “più cose possibili”, ha spiegato il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Todeschini.
“Per ora sul fascicolo c’è scritto ‘ignoti’, per cautelarci il più possibile – ha proseguito il magistrato – e l’ipotesi generica è quella di omicidio colposo. Tutto questo qualora dall’autopsia emergano ipotesi di rilevanza penale”.
Il medico legale avrà 60 giorni di tempo per comunicare alla Procura i risultati ufficiali dell’autopsia, mentre la famiglia, rappresentata oggi dal cugino Piergiulio Morosini, ha nominato un perito di parte, la dottoressa Cristina Basso di Padova, in rappresentanza della sorella di Piermario che è disabile.
Come ha chiarito la Todeschini, nel procedimento entrano solo i familiari, per ora ne restano fuori le società sportive del Livorno e dell’Udinese.
Il direttore generale del club toscano, Giovanni Gardini, ha comunque precisato di essere venuto in tribunale solo per tutelare la famiglia di Morosini e che il Livorno non ha chiesto nulla ai magistrati.
“È un evento triste – ha poi concluso la Todeschini – cerchiamo di capire se questo ragazzo ha avuto qualcosa che proprio l’attività sportiva ha messo in risalto, perché magari in una persona normale che non fa attività ad alto livello certe problematiche possono non emergere”.
La Todeschini evidentemente si riferisce anche alle eventuali familiarità del centrocampista del Livorno che ha perso il padre proprio per problemi cardiaci.
”TOSSICOLOGO NOMINATO PERCHE’ SI PARLA DI SPORT”
“Abbiamo nominato anche un tossicologo perché siamo nello sport”.
Così il procuratore aggiunto Todeschini ha chiarito perché il tribunale di Pescara ha voluto affiancare un consulente tossicologo, la dottoressa Simona Martello, al medico legale Cristian D’Ovidio.
“La principale indagine è capire cosa sia successo al corpo del povero giocatore – ha detto il magistrato – solo dopo aver accertato i fatti potremo valutare ed eventualmente formalizzare gli eventuali reati”.
“Proprio per questo motivo abbiamo chiesto ai medici di andare anche oltre il protocollo degli esami autoptici e di farci sapere più cose possibili”.
”AUTO DEI VIGILI URBANI? RILEVANZA INESISTENTE”
Intanto, mentre non si placano ancora le polemiche sulla presenza dell’autovettura dei vigili urbani del corpo di Pescara che ha impedito per qualche minuto all’ambulanza di entrare in campo, è proprio il procuratore aggiunto di Pescara a spiegare che “dalle notizie che abbiamo fin qui la rilevanza del fatto sembra inesistente”.
Il magistrato chiarisce quindi che, alla luce delle indagini, e anche questo evento entra nell’unico fascicolo aperto fin qui dalla magistratura, non ha nessuna rilevanza penale, fino a quando non emergeranno le considerazioni dell’autopsia.
“Il fatto e i tempi interposti al momento non dicono nulla di più di quello che già sappiamo sia accaduto al povero Morosini, fermo restando che qualora indagine interna dei vigili urbani ci venisse consegnata con una serie di considerazioni, allora, anche noi la esamineremmo”.





