L’AQUILA – Tre punti recettivi fissi nell’Aquilano, Secinaro, Avezzano e San Demetrio ne’ Vestini, più uno mobile, oltre che un opuscolo e un sito web per incontrare i cittadini immigrati sul territorio provinciale e facilitare l’accesso ai servizi.
Per rispondere ai bisogni dei nuovi cittadini, gli immigrati, la prefettura del capoluogo ha organizzato il progetto “Mondo immigrato. nuovi sensori territoriali”, finanziato dal fondo Fei e attuato dalla fondazione Mondo digitale, con le cooperative Leonardo, Nuovi orizzonti e l’associazione Fraterna Tau.
Il progetto ha scoperto che gli immigrati provengono da 130 Paesi diversi e risiedono soprattutto all’Aquila e Avezzano, ma in sette Comuni rappresentano più del 15 per cento dei residenti e in uno superano il 24, percentuali al di sopra della media nazionale (7,5 per cento).
In molte località minori, come San Pio delle Camere o Poggio Picenze, la collettività più grande è quella macedone.
A Celano il 35 per cento proviene dal Kosovo. A prevalenza marocchina sono Luco dei Marsi, con il 50 per cento e Trasacco il 66 per cento.
Oggi Mondo digitale, insieme all’associazione Fraterna Tau e le cooperative Leonardo e Nuovi Orizzonti, alla presenza dell’assessore provinciale dell’Aquila, Luigi D’Eramo e all’assessore comunale del capoluogo abruzzese, Stefania Pezzopane, hanno presentato il progetto.
L’incontro si è svolto alla Mensa di Celestino V.
All’iniziativa hanno partecipato, come spettatori, gli alunni aquilani dell’Itas, dell’Istituto “Leonardo da Vinci” e dell’Istituto comprensivo di San Demetrio ne’ Vestini.
“La presenza dei ragazziè importante – hanno detto gli organizzatori della Fondazione Mondo digitale – perché anche la scuola deve servire per l’integrazione degli immigrati. I figli degli stranieri, infatti, frequentano le scuole e quindi hanno anche un’occazione per inserirsi tra gli aquilani”.
Le conclusioni sono state di Maria Assunta Rosa, vice prefetto del dipartimento Libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno, che si è congratulata con la prefettura del capoluogo per questo progetto.
“Con questa idea – ha spiegato – si possono conoscere i fabbisogni degli immigrati e come organizzare una migliore integrazione. Oltre ad accoglierli, dobbiamo far capire agli italiani quali risorsa sono gli stranieri per noi”. (s.cas.)






