CHIETI – “Non siamo disposti ad accettare una seconda Burgo. I vertici Sixty non possono non tenere conto di quanto questo territorio e questi lavoratori hanno dato all’azienda”.
Così il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, che ieri sera ha aperto la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della vertenza Sixty.
I sindacati hanno organizzato una fiaccolata davanti ai cancelli della fabbrica in via Piaggio, invitando l’intera cittadinanza. L’amministrazione comunale ha risposto in massa, in maniera bipartisan.
Forse ci si aspettava di più, invece, per quanto riguarda la partecipazione da parte della cittadinanza e anche dei lavoratori. “Gli esuberi sono 183 su 414 lavoratori – ha detto a riguardo il rappresentante della Cgil Giueppe Rucci – ma non tutti i lavoratori hanno capito che la battaglia che stiamo facendo non è solo per i 183 che rischiano i posti di lavoro ma per tutti”.
I sindacati, infatti, temono che i 183 potranno diventare 250 e che, in realtà, la prospettiva del nuovo piano industriale varato dall’azienda tessile potrebbe prevedere in futuro un ancora più drastico ridimensionamento dello stabilimento di via Piaggio, visto il regime di esternalizzazioni portato avanti.
Dal punto di vista sindacale, comunque, si sono registrati positivi passi avanti. Il dialogo tra azienda e sindacati è stato riaperto, dopo che si era completamente interrotto con il mancato accordo sulla cassa integrazione straordinaria.
La ripresa delle trattative fa dire al sindacato che esiste qualche elemento per sperare di riuscire a limare il numero dei 183 esuberi fissato dal piano industriale.
Ci sono diverse soluzioni presentate dai sindacati. Riguardano possibili accordi sulle esternalizzazioni di diversi reparti (come il magazzino materie prime, cad, controllo qualità e tessuti ecc.) per prevedere possibile riassunzioni.
Altra novità è che l’azienda ha bisogno di assumere 14 nuove figure, per le quali il sindacato propone di riprendere il personale in esubero adeguatamente formato.
Martedì si terrà un nuovo incontro in Confindustria per approfondire queste ed altre problematiche. Intanto la fiaccolata in via Piaggio ha riacceso la speranza, nonostante sia impossibile non pensare alle tante aziende chiuse sia in via Piaggio che nel resto dell’area industriale teatina.
La abbiamo ricordate grazie all’aiuto di un sindacalista storico come Giustino Zulli, ex segretario regionale Cgil: dalla Iac (la camiceria che dava lavoro a 1.700 persone) alla Farad (la fabbrica di radiatori con 700 addetti), dalla Richard Ginori (350 lavoratori) alla cartiera Burgo (punta massima di 700 lavoratori) fino alle drastiche riduzioni di Indusnova, Trafilerie Meridionali, General Sider, Telettra e Tegolaia, per citare solo i nomi delle aziende maggiori.




