L’AQUILA – Un incontro aperto alla città, rivolto particolarmente ai giovani, per confrontare le esperienze diverse tra coloro che si sono affermati nel loro campo professionale, dello sport, della cultura, dell’arte, del lavoro, e quelli che hanno di fronte ancora un percorso di vita da percorrere e affrontare.

È il senso dell’evento “Tra 20 anni avrò 40 anni”, promosso dalla lista civica Appello per L’Aquila, che sostiene la candidatura a sindaco di Ettore Di Cesare.

Questa sera, nella palestra Zero Gravity a San Bernardino, hanno dato la loro testimonianza il capitano dell’Aquila rugby, Maurizio Zaffiri, l’allenatore della nazionale di nuoto Carlo Vivio, l’attrice e tutor didattico per “Milano Cinema e Televisione” Giorgina Cantalini, “Ju Frenz” dei Dubadab, Andrea Keso Marchetti e Marco Beez D’Amico dei “Zona Rossa Crew” e Jacopo Scotti del gruppo di break dance Prisoners.

“Con questo incontro – ha spiegato Di Cesare – vogliamo ragionare su cosa la città può offrire per il futuro ai nostri ragazzi, non solo con le dinamiche che si apriranno con l’avvio della ricostruzione, ma già da adesso. Per questo abbiamo incontrato i giovani che dopo il terremoto si stanno impegnando in tanti campi, dalle arti, alla cultura allo sport”.

Sulla proposta politica indirizzata ai giovani, il candidato Di Cesare ha spiegato: “Il Comune si dovrà fare promotore di incubatori di imprese giovanili, con affitti agevolati, servizi per lanciare le imprese degli ‘under 35’ che hanno intenzione di mettersi in gioco affinchè poi possano fare rete tra di loro”.

“La nostra proposta è diversa da quella degli altri – ha sottolineato – Massimo Cialente e Giorgio De Matteis hanno dato vita ad aggregazioni che rappresentano gruppi di potere, che pensano solo ai propri interessi. Oggi i cittadini possono scegliere: loro non possono fare nulla per la città, noi siamo per il bene della collettività”.

Molto significativo è stato l’intervento di Jacopo Scotti, che oltre a essere ballerino di break dance è il proprietario della palestra, una delle poche attività aperte nel centro storico ferito dal sisma. “Piano piano – ha dettto – la nostra attività si è andata riempiendo di giovani. C’è bisogno di un punto di riferimento nel cuore della città, i ragazzi ne sentono l’esigenza”.