PESCARA – È stata ritrovata in mare la borsa con i soldi e i documenti di Silvana Pica, la traduttrice misteriosamente scomparsa da Pescara lo scorso 17 gennaio.
A fare la scoperta un peschereccio in transito al largo della costa tra San Salvo e Termoli, al confine tra Abruzzo e Molise.
Per il figlio della donna sono da escludere sia il suicidio che l’allontamento volontario, per cui ha presentato martedì un esposto in procura per chiedere l’apertura di un fascicolo per sequestro di persona o omicidio.
Una tesi che potrebbe prendere corpo alla luce del rinvenimento degli effetti personali della Pica, considerato che gli esperti spiegano che, generalmente, un suicida non si porta dietro la propria roba quando ha deciso di farla finita.
Le ultime notizie della donna raccontano che, nel giorno in cui si sono perse le sue tracce, si era recata a casa della ex suocera (la Pica ha divorziato dal marito Vincenzo Berghella) scossa e con un labbro gonfio per chiederle di ospitarla per quella notte. Richiesta negata anche in seguito a una telefonata dell’ex coniuge.
A sbrogliare la matassa dell’intricata vicenda potrebbe essere l’esame del computer portatile, prelevato dai carabinieri durante il sopralluogo di qualche giorno fa, e l’acquisizione dei tabulati telefonici.





