TERAMO – Con la sua invidiabile verve e un’acconciatura originale ha portato l’Abruzzo e la città di Teramo sul prestigioso e ambito palco del Festival di Sanremo 2012.

L’estroso maestro Enrico Melozzi, teramano doc classe ’77, ha diretto la talentuosa Noemi, cantante resa nota al grande pubblico dal programma tv X Factor, che ha ottenuto la “golden share” della sala stampa, divenendo prima in classifica, per poi salire sul terzo gradino del podio della 62ª edizione della kermesse della canzone italiana assieme ad Arisa e alla vincitrice Emma.

L’incontro con l’artista dai capelli rosso fuoco è avvenuto in occasione della direzione d’orchestra di Sarah Jane Morris

La richiesta di Noemi della direzione di Sono solo parole è stata accolta dal giovane Melozzi, affascinato sin da piccolo da Wolfgang Amadeus Mozart, con “una storia di meritocrazia, fortunatamente”.

Diretto al limite del “comunicativamente sbagliato” l’artista teramano, dall’animo rivoluzionario e fermamente impegnato nella valorizzazione della cultura in un mondo devoto esclusivamente al business, rivive con AbruzzoWeb tutte le emozioni provate al suo debutto al Festival, dicendo la propria sulle varie polemiche che hanno accompagnato, anche quest’anno, la gara canora.

Grande estimatore di Gianni Morandi e di Adriano Celentano, il compositore “made in Teramo” non risparmia qualche “bacchettata” a Enzo Iacchetti, che ha polemizzato rumorosamente sulla vita dura delle etichette indipendenti rispetto alle major.

Le cinque indimenticabili serate sanremesi hanno regalato al giovane musicista grandi sorrisi, vere e proprie note musicali sullo spartito già pieno di colori (delle note) e vibrazioni della sua intensa carriera.

Tornato a Roma febbricitante subito dopo il Festival, lo scorso 3 marzo il maestro Melozzi ha festeggiato nella sua Teramo con amici e concittadini l’esperienza nella città dei fiori.

Affascinato e amante della musica, il direttore teramano dalla carica esplosiva è già pronto a preparare le valige per provare oltreoceano nuove emozioni.   

È reduce dal debutto con podio a Sanremo. Quali le sensazioni provate sull’ambio palco dell’Ariston?

Mi sono trovato a mio agio. L’orchestra è il mio pane quotidiano e sarei capace di dirigerla anche a testa in giù, persino sul palco più difficile. Ho lavorato con una cantante brava che guardava le mie indicazioni con gli occhi, il resto è contorno. Datemi un palco e sarò buonissimo e non inquieto. Ho preferito di gran lunga le prove alla diretta perché sei lì a provare per un’ora e mezza. Purtroppo in prima serata c’è solo il tempo per l’esibizione e già devi cedere il posto a un’altra persona. 

Quando c’è stato l’incontro con Noemi?

Ci siamo conosciuti in occasione della direzione d’orchestra di Sarah Jane Morris e Noemi ha colto “tre” piccioni con una fava. C’era soltanto l’ipotesi che si andasse al Festival di Sanremo e la partecipazione l’abbiamo appresa il 15 gennaio nel programma L’Arena (in onda la domenica su Rai 1, ndr) di Massimo Giletti, anticipata qualche minuto primo dalla mia agente che era in studio con un sms. 

A Noemi non la accomuna soltanto un’acconciatura bizzarra. Nell’arco del Festival entrambi siete stati poco bene. La cantante ha dichiarato su Vanity Fair di essere stata colta da attacchi di panico nelle prime tre serate del festival, mentre lei hai diretto l’ultima esibizione con una febbre da cavallo. Lo stress di Sanremo?

I cedimenti psicofisici sono la cosa più bella della nostra amicizia. Noemi è un talento, puntuale, sta sempre “sul pezzo” insomma una vera e propria stacanovista, quasi peggio di me. Questo suo crollo l’ha resa ancora più umana, ma possiamo attribuirlo alla stanchezza, allo stress. Al Festival girava l’influenza. Il chitarrista Luca Colombo e metà Sony era con la febbre, persino il pianista di Rocco Papaleo stava male. L’ultima sera quando ci è stato comunicato “siete primi” avevo 39.5 di febbre. 

Quest’anno al festival la musica ha lasciato molto più spazio all’intrattenimento. Cosa pensa di questo cambiamento?

Per me Adriano Celentano è il numero uno. Dirigere un brano dopo una sua esibizione implica il fatto che moltissime persone siano davanti alla tv, quindi la cosa è assolutamente positiva.

Il Festival di Sanremo non è di certo immune alle polemiche tanto da farne quasi una risorsa. Enzo Iacchetti ha polemizzato rumorosamente sulle scelte della direzione artistica, sottolineando che sono le major a farla da padrona a discapito delle piccole case discografiche. Cosa pensa?

Uno che lavora per Antonio Ricci risulta poco credibile, dato che la trasmissione Striscia la notizia è manipolata e manipolatrice. Credo che le scelte siano state fatte bene. Gianni Morandi è una persona seria, esperta di musica e che non molla un secondo, tanto da stare sul palco dalle 10 di mattina fino alle 2 di notte. È anche vero che le grosse etichette spingono nel proporre i loro artisti perché ci guadagnano. I giovani invece sono stati spinti da casa grazie ai voti sui social network. Credo ci sia stata meritocrazia perché su Internet la qualità è stata alta. È ovvio che un giovane che invia un video da casa sua è meno forte di un ragazzo spalleggiato da una major.

Ha portato l’Abruzzo sul podio del festival di Sanremo. Quanti attestati di stima ha ricevuto dalle autorità locali?

Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, mi ha chiamato tutte le sere, poi ci sono state le telefonate anche delle altre alte cariche. Sicuramente quelle del primo cittadino mi sono piaciute di più perché lui ha la delega alla Cultura. Per le idee che ho espresso in passato in modi comunicativamente non corretti sono stato ampiamente querelato. Fa piacere far parlare di Teramo a livello nazionale per la partecipazione a una manifestazione importante come Sanremo. Sono riuscito a far capire le dinamiche che devono essere osservate per incentivare con pochi soldi la vita culturale della nostra città. 

Parliamo dei suoi studi. Dove si è diplomato e con quali maestri ha studiato?

Mi sono diplomato in violoncello nel liceo musicale “Gaetano Braga” di Teramo. Suono tutto: chitarra, pianoforte, basso, contrabasso, organo e batteria. Ho studiato composizione a Pescara. Sin da piccolo ho coltivato la passione per la musica. I miei insegnanti sono stati Evangelista Frascarelli e in Germania ho studiato composizione con Michael Riessler. Per studiare bene la musica bisogna andare fuori dal nostro Paese.

Dopo il Festival cosa farà?

Parteciperò in qualche data con l’orchestra al tour di Noemi. Sto trattando per uno spettacolo al Teatro greco di Siracusa. A settembre andrò in Australia per lo spettacolo Pinocchio