L’AQUILA – “Il coordinamento del tavolo per l’istituzione del Parco della Costa Teatina affidato a Mauro Febbo è stato un fallimento. L’assessore alla Caccia e all’Agricoltura ha abusato di una carica per fare lobby contraria al Parco con cacciatori e agricoltori maleinformati. Non ha coordinato e non ha sentito tutte le parti”.
Queste la dichiarazione d’accusa di Walter Caporale, capogruppo dei Verdi in Consiglio Regionale.
“Ciò che più sconvolge – prosegue Caporale – è che non ha affidato a nessuno uno studio sul rilancio dell’economia che promette un Parco Nazionale in merito alla rivalutazione degli immobili presenti e dei prodotti del territorio nonché riqualificazione dei luoghi per finalità turistiche”.
“Febbo – tuona – avrebbe dovuto definire il perimetro del Parco entro lo scorso 30 settembre, non ne è stato capace. Ora torni a casa e non metta più becco sul Parco”.
“Continuo a chiedere un Commissario Tecnico che rispetti gli interlocutori e non faccia cattiva informazione e demagogia, considerato che una ulteriore inerzia totale sull’argomento fino al 31 dicembre vorrà dire non poter partecipare ai bandi Europei 2014/2020, poiché nella migliore delle ipotesi sarà difficile riuscire a organizzare un Ente Parco in maniera efficace ed efficiente nel solo anno 2013, come richiesto dalla Unione Europea, per riuscire a partecipare e intercettare gli importanti progetti comunitari per avere finanziamenti e quindi – conclude il capogruppo dei verdi – occasioni di lavoro per i nostri giovani e meno giovani abruzzesi”.



