L’AQUILA – È stato trovato morto l’alpinista aquilano di 37 anni Massimiliano Giusti, disperso dalle 14 di domenica scorsa sul Gran Sasso (L’Aquila).

La scoperta del corpo da parte delle numerose squadre di soccoritori impegnati nella ricerca è avvenuta nei pressi della “Valle dell’Inferno”.

Secondo quanto si è appreso, pare che quella di domenica fosse per Giusti la prima escursione sul Corno Grande, nonostante fosse un esperto alpinista.

La battuta per trovare l’uomo era ripresa stamane alle 7 anche con unità cinofile provenienti dal Nord Italia, assieme a tre elicotteri.

Tra questi ce n’era uno della Guardia di finanza sul quale era stata sistemata un’antenna ad hoc per la ricerca di persone coinvolte in valanghe.

Nel pomeriggio di lunedì lo zaino, gli sci e una piccozza dell’alpinista erano stati ritrovati in una zona coperta da due metri di neve.

Intanto sulla morte di Giusti è stata aperta un’inchiesta da parte della procura dell’Aquila, assegnata al sostituto procuratore Stefano Gallo.

IL DOLORE CORRE SUL WEB: “HAI RAGGIUNTO LA VETTA PIU’ ALTA”

Il dolore per la scomparsa dell’escursionista aquilano Massimiliano Giusti ritrovato oggi privo di vita sul Gran Sasso si sta riversando sulla rete.

Sul social network Facebook si stanno rincorrendo in messaggi di chi fino all’ultimo ha sperato di avere buone notizie sull’aplinista scomparso domenica scorsa in alta quota a causa del maltempo.

Tanti sono i commenti pieni di cordoglio per una morte che a molti sembra inspiegabile. “Non si può morire in questo modo”, scrive Barbara commentando l’articolo che annnciava la morte dell’alpinista.

Tra i commenti ci sono anche quelli di chi lo conosceva bene, come Valeria che ricorda “la tua risata indimenticabile…Ciao Max!” o Massimiliano che scrive: “Ciao Max, niente più birra e salsiccia insieme”.

In tanti rivolgono un pensiero alla famiglia di Massimiliano: “le parole sono ben poca cosa, ma siamo tutti con i familiari di Max”.

C’è anche chi lascia messaggi sula bacheca di Paolo Scimia, l’altro escursionista disperso a causa del maltempo e salvato dai soccorritori dopo la mezzanotte di domenica.

In risposta a chi instilla il dubbio che l’alpinista abbia in qualche modo abbandonato il compagno in alta quota, cercando la squalcuno scrive: “Paolo sii forte e non ascoltare le persone che non sanno”, oppure “Non dare ascolto a tutti i cretini che parlano dal divano di casa. Se non ti fossi comportato così a quest’ora i morti sarebbero stati due….”.

C’è anche chi, delicatamente, lascia una preghiera per Massimiliano, che oggi “ha raggiunto la vetta più alta”, come scrive Alberto: “Dio del cielo, Signore delle cime, un nostro amico hai chiesto alla montagna. Ma ti preghiamo su nel Paradiso lascialo andare per le tue montagne. Santa Maria, Signora della neve, copri col bianco, soffice mantello, il nostro amico, il nostro fratello. Tu nel Paradiso lascialo andare per le tue montagne. Un incoraggiamento per chi rimane, una preghiera per chi oggi ha raggiunto la vetta più alta”. (e.m.)

LA DINAMICA: MORTO DOPO UN VOLO DI 300 METRI IN UN CREPACCIO

Secondo quanto si è appreso l’escursionista Massimiliano Giusti è morto dopo un volo di circa 300 metri in un punto giudicato dagli esperti “critico”, nella Valle dell’Inferno, a quota 2.300 metri.

Dalla localita’ “Sassone” (2.600 metri) del Gran sasso d’Italia è caduto in un crepaccio, a causa delle impervie condizioni meteorologiche di domenica.

Sul posto, infatti, era in corso una violenta bufera di neve e la visibilità era pari allo zero.

La scoperta del corpo dell’alpinista è avvenuta a “vista”, senza impiego dei sofisticati strumenti messi in campo dai soccorritori.

In questo momento da Campo Imperatore si sta alzando in volo un elicottero del Corpo forestale dello Stato con a bordo un maresciallo del Soccorso alpino della Guardia di Finanza per il recupero della salma.

LASCIA MOGLIE E FIGLIOLETTA: “UNA BRAVISSIMA PERSONA”

Massimiliano Giusti, l’escursionista di 37 anni originario della frazione di Aragno ritrovato morto questa mattina sul Gran Sasso, in località “Valle dell’Inferno”, lascia la sua compagna, Raffaella Baccante, e una bimba di cinque anni, Camilla.

Da domenica pomeriggio erano in corso le operazioni di ricerca dell’uomo, salito in quota per un’ascesa insieme a un altro amante della montagna, Paolo Scimia, ritrovato vivo nella notte tra domenica e lunedì

Imprenditore, in passato era stato alla guida dell’azienda Elettromeccanica, impegnata nel campo della realizzazione di manufatti in ferro e alluminio.

“Una bravissima persona”. Lo ricorda così un avvocato aquilano, Alessandro Piccinini, che ha visto l’ultima volta Giusti nei giorni della nevicata record che ha colpito L’Aquila nelle scorse settimane.

“Ricordo che stava coordinando il lavoro dei mezzi che stavano liberando il piazzale del tribunale della neve. È una grandissima tragedia”.

PROCURA DELL’AQUILA APRE INCHIESTA

Sulla morte di Giusti è stata aperta un’inchiesta da parte della procura dell’Aquila, assegnata al sostituto procuratore Stefano Gallo.

Si tratta di una procedura d’ufficio tesa all’accertamento dello svolgimento dei fatti: un’iniziativa di prassi, in questi casi.

Intanto i carabinieri hanno già sentito a sommarie informazioni testimoniali Paolo Scimia, l’altro alpinista disperso recuperato dai soccorritori domenica prima della mezzanotte. (g.a.)