L’AQUILA – Il direttore generale dell’Aquila Rugby, Massimiliano Placidi, non sa per certo chi siederà oggi sulla panchina neroverde nel match salvezza del “Fattori” con Rugby Reggio, valevole per la dodicesima giornata d’Eccellenza.
I dubbi del giovane diggì aquilano si uniscono a quelli sollevati dall’assenza del coach Massimo Di Marco al team run di venerdì, diretto esclusivamente dal nuovo direttore tecnico, Umberto Lorenzetti.
Su specifica domanda di AbruzzoWeb l’avvocato Placidi non nasconde qualche perplessità sulla presenza di Di Marco, neanche ieri raggiungibile telefonicamente.
“Penso di sì – esordisce – non so che dire. La società ha ritenuto opportuno, dopo aver consultato il Cda, rinnovare la fiducia al coach. Di Marco, salvo eventuali sue comunicazioni, è nello staff”.
“Abbiamo deciso – continua sulla nomina di Lorenzetti – di aggiungere una persona in più per la guida tecnica. Coach e direttore tecnico hanno ruoli diversi, ma complementari”.
Placidi parla poi dell’allontanamento del coach degli avanti Massimo Alfonsetti. “La mischia e la touche – spiega – non erano al top. Bisognava dare una scossa all’ambiente così abbiamo preso questa decisione, anche se riconosciamo che Alfonsetti ha svolto un buon lavoro. Forse anche l’assenza di Brandolini (pilone ndr) impegnato al Sei Nazioni under 20 ha influito alle problematiche del reparto”.
“Ora – conclude – pensiamo alla garacon Reggio. Poi cercheremo uno specialista per gli avanti”.
Guardando ciò che offre la piazza appare difficile al momento pensare al nome di un aquilano che andrebbe a ricoprire il ruolo di allenatore degli avanti.
Per L’Aquila, sprovvista di direttore tecnico dall’ottobre 2011 dopo il grave malore di Massimo Mascioletti, in estate si era parlato di un probabile ritorno di Supermas, ipotesi allontanata alla vigilia della composizione della squadra.
È chiaro che un direttore tecnico svolge per lo più un ruolo di supervisore, mentre quando si caccia qualcuno, cosa che capita di rado nel rugby, a saltare non è l’allenatore degli avanti, ma il primo allenatore.
Al di là della scelta tecnica bizzarra la nomina di Lorenzetti, da sempre legato al club aquilano e caratterizzato da una schiettezza di base, appare il lato più positivo della vicenda.
Da quanto appreso da questo giornale, nonostante l’importante impegno assunto con il club neroverde, Lorenzetti proseguirà la collaborazione con il Paganica Rugby, dove lavorava attualmente, per il progetto tecnico-sportivo Insieme con il rugby.
Il “cartellino libero” permette infatti di poter sedere su più panchine diverse, come sostenuto dal collega paganichese Sergio Rotellini.
Si tratta di un grande ritorno. Dopo l’esonero del compianto Jacques Fouroux nella stagione 2005-2006 Lorenzetti salvò L’Aquila Rugby con alcune giornate d’anticipo.
Questa volta gli si chiede qualcosa di simile, forse anche di più complicato.






