PESCARA – “Nei tanti anni trascorsi sui campi in molte partite di fine campionato ho visto un calcio strano. Accordi tra giocatori dove magari c’era la necessità di qualche squadra di fare un punto. Io sono stato sempre contrario a questo, anche perché se regali un punto a un avversario vuol dire che ne affossi un altro e questo non è corretto. Bisogna allora affrontare tutti con lo stesso spirito e la stessa determinazione”.
Lo ha detto il tecnico del Pescara Zdenek Zeman in un’intervista che uscirà a marzo sull’ Eco di San Gabriele.
Diversi i temi affrontati nell’intervista, dalla politica al calcio, passando al rapporto del boemo con la religione.
“MOGGI NEMICO DEL CALCIO”
“Non credo che Luciano Moggi il sabato sera s’informi del risultato del Pescara. E poi secondo me Moggi non è nemico di Zeman…Moggi è nemico del calcio e di tutti quelli che non l’hanno seguito e non si sono lasciati convincere. E siccome io sono tra questi…”.
“In Italia – aggiunge il tecnico biancazzurro – a differenza di altri paesi non si è affrontata la questione con fermezza e provvedimenti drastici. Altrove chi sbaglia esce per sempre fuori dal gioco. In Italia, invece, ci sono indagini troppo lunghe e le decisioni hanno un tempo indefinito…Invece basterebbero poche sentenze, rapide ed esemplari, per far passare la voglia a questi signori”.
“CON MONTI PAESE HA FATTO QUALCHE PASSO IN AVANTI”
“Non so chi sia meglio, bisogna valutare i risultati anche se con l’attuale crisi che sta attraversando il mondo intero non è semplice muoversi. Comunque con quel poco che ha fatto Mario Monti sino ad oggi, credo che qualche piccolo passo in avanti sia stato compiuto”.
E’ uno de passaggi salienti dell’intervista al tecnico del Pescara calcio, Zdenek Zeman che sara’ pubblicata nel numenro di marzo del mensile “L’eco di San Gabriele”.
“Io – dice in un altro passo dell’intervista Zeman – non vorrei morire…E’ impossibile? Allora vorrei che arrivasse di notte mentre dormo nel mio letto”.
“MAI RICEVUTO PROPOSTE DALLA JUVE”
“Ufficialmente non ho mai ricevuto proposte dalla Juve, anche se ai tempi di Boniperti c’è stato qualche colloquio. Invece sono stato vicino all’Inter. Ci dovevamo vedere ma io avevo preso già un impegno e quindi non se ne fece niente. Sono stato vicino anche al Real Madrid, ma pure in quel caso mi ero già impegnato”.
“SONO CATTOLICO MA NON HO MAI CHIESTO AIUTO A DIO”
“Sono cattolico. Sono stato educato in tal senso, anche se all’epoca nella vecchia Cecoslovacchia si doveva fare tutto di nascosto. Io e mia sorella seguivamo il catechismo e frequentavamo la chiesa. Non ho mai chiesto ‘aiuto’ a Dio per una partita. Credo proprio che Dio non c’entri niente con lo sport”.
“MIO FIGLIO ALLENATORE? OGGI IL CALCIO E’ DIVERSO”
“Karel, il mio primogenito, si è laureato diversi anni fa in lingue ma ha l’ambizione di fare l’allenatore. E oggi non è certamente facile. Il mio augurio è che possa raggiungere il successo che desidera. E’ molto bravo, il cognome poi dovrebbe aiutarlo, ma il calcio oggi è diverso, ci sono tante dinamiche che non c’entrano con l’aspetto sportivo”.
“NON ACCETTERI INVITO DA VIALLI”
“Non accetterei mai un invito a cena da Gianluca Vialli, io voglio la pace…Più della sua recente uscita sulla brillantezza atletica del Pescara a me ha fatto male quando nel 1998 mi diede del terrorista…Come può rimarginarsi una simile ferita? Terrorista è una bruttissima parola…”.






