L’AQUILA – Quelle del 4 marzo all’Aquila saranno primarie “vere” e dalle quali ci “aspettiamo e speriamo che partecipino migliaia di persone”.

A poco più di due settimane dal d-day del centrosinistra è già caldissimo il clima politico che si respira negli ambienti vicini ai due candidati, il sindaco uscente, Massimo Cialente, sostenuto da Partito democratico, Comunisti italiani e Socialisti, e il primario di Medicina generale dell’ospedale San Salvatore Vittorio Festuccia, in campo per Sinistra ecologia e libertà.

Per il consigliere comunale del Pd Fabio Ranieri, componente del collegio dei garanti delle consultazioni, “le primarie non si perdono mai. In ogni caso ci sarà una vittoria dei cittadini chiamati a scegliere il loro competitor per lo scranno più alto del Consiglio comunale”.

Al centro ci sono Api e Udc, partito di appartenenza del vice sindaco, Giampaolo Arduini, vicini al sindaco Cialente, che però non prenderanno parte alla competizione, mentre le altre componenti della coalizione hanno intrapreso un percorso autonomo, come l’Idv (che ha candidato il capogruppo in Consiglio, Angelo Mancini), o sono ancora alla ricerca di se stessi, come Prc che non ha ancora deciso da che parte stare.

“Sicuramente saranno delle primarie vere – spiega Ranieri – Siamo, al momento, gli unici a farle mentre da altre parti i candidati sindaco vengono scelti altrove oppure qualcuno addirittura nomina se stesso. Noi abbiamo scelto di dare voce ai cittadini e speriamo e ci aspettiamo una partecipazione massiccia di migliaia di cittadini. Puntiamo a 5 mila votanti, sarebbe un successo enorme. Ci avrebbe fatto piacere se anche altri avessero seguito tale orientamento. Ma l’Idv, ad esempio, in quasi tutte le città d’Italia non ha preso parte alle primarie, aspettando poi il responso dell’urna mentre qui sembra chiaro che Mancini concorrerà direttamente per il primo turno. Avremmo sperato in un maggiore coraggio anche da parte di candidati civici che, partecipando e magari vincendo le primarie, avrebbero potuto dare forza alle loro proposte. Si è scelto, invece, la logica del meno siamo e meglio stiamo”.

Qualche tempo fa Cialente disse di “sentirsi solo”, salvo poi sentirsi nuovamente forte dell’appoggio del Pd con una conferenza stampa a cui partecipò tutto lo stato maggiore del partito. Le cose sono rimaste così, il partito è davvero convinto della candidatura del sindaco uscente?

Tutto il Pd è al fianco di Massimo. Ci sono state discussioni e confronti interni ma è lo stesso sindaco ad aver riconosciuto l’esigenza di una grande collegialità e unità d’intenti. Il problema, mi sento di poterlo dire in tutta franchezza, è stato superato e l’unico pensiero di tutti quanti è rivolto al 4 marzo. Le primarie, comunque, non si perdono mai: la prima vittoria è quella della partecipazione della gente.

Quanto può pesare il ‘caso-Lusi’ e l’indagine aperta dalla magistratura romana sull’ex tesoriere della Margherita, accusato di aver sottratto alle casse del partito 13 milioni di euro?

Mi auguro il meno possibile. È stata una brutta pagina proprio in un momento in cui si sta tentando di recuperare credbilità nei confronti della gente. A situazione del genere bisogna rispondere con la buona politica e non con l’anti-politica. Non è un segreto, comunque, che i rapporti con il Pd dell’Aquila, collegio in cui non è stato nemmeno eletto, non fossero idilliaci. I cittadini, però, capisco si aspettino ben altro dalle istituzioni e dai loro rappresentanti, soprattutto perché non è la prima volta che accade una cosa simile, neanche all’interno del nostro partito, dove bisogna cambiare diverse cose, in primis le modalità per la scelta e la selezione della classe dirigente. (e.m.)