L’AQUILA – Dice no alla candidatura come consigliere comunale nelle liste di Massimo Cialente l’avvocato aquilano Vincenzo Calderoni, escluso tra le polemiche dalle primarie del centrosinistra cui parteciperà anche il sindaco uscente del capoluogo e in una lettera ironizza nuovamente sulla sua cacciata: “Mi hanno escluso perché sono senza capelli!”.
Parlando ad AbruzzoWeb, Cialente si era detto dispiaciuto per l’esclusione di Calderoni, avvenuta per l’ineleggibilità a sindaco per il suo ruolo di difensore civico del Comune capoluogo, che in base alle regole si riflette anche sulle pre-consultazioni popolari.
Inoltre il sindaco aveva invitato l’avvocato a restare nell’alveo del centrosinistra, candidandosi con lui nel caso in cui il candidato del Pd superi Vittorio Festuccia, designato da Sel.
Invece no. Calderoni respinge la proposta e nel testo della lettera sembra aprire a nuove esperienze politiche, come ammesso anche in conferenza stampa, in cui ha tuonato “non voterò né farò votare questo centrosinistra”, che ha definito “sovietico”.
Chissà che il nuovo approdo di Calderoni e del gruppo del suo grande elettore, Luigi Lombardo, presidente di Confartigianato L’Aquila, non possa essere il progetto aggregativo “L’Aquila città aperta” di Giorgio De Matteis.
LA LETTERA DI CALDERONI
Oggi i miei amici mi hanno spiegato perché la mia candidatura è stata considerata inammissibile dal Comitato per le primarie.
Dipende esclusivamente dal fatto che i due candidati ammessi sono dotati di chioma, al contrario di me.
Gli amici dicono di aver letto il provvedimento e di non aver trovato esplicitata alcuna ragione d’inammissibilità.
Sicché altra differenza, oltre la chioma, pur lambiccando i loro cervelli giocosi, non hanno trovato.
Mi dicono di non prendermela perché per le prossime primarie potrebbe avere attecchito un bel trapianto!
Intanto mi consigliano di non essere invidioso della chioma dei due eleggibili, e di pensare d’impegnarmi in un contesto dove ci sia anche qualcun altro con pochi capelli, così da confondermi.
Mi consigliano anche di declinare il cortese e consolatorio invito di Massimo a candidarmi in una sua lista, perché magari anche lì sarà pieno di gente dalle folte capigliature e, niente niente, mi dichiarano ineleggibile per la stessa ragione.
Sicché gli amici concludono con il famoso motto, che ricorre sovente nelle conversazioni in vernacolo: lassa perde!
Ringrazio gli amici, i cui consigli sono sempre preziosi e bene accetti. Li accolgo tutti i loro consigli, fuorché quello di lasciar perdere.
Anzi ho tutta l’intenzione d’impegnarmi per contribuire al buon futuro della nostra città e dei nostri ragazzi!
In bocca al lupo a Massimo e Vittorio, con allegria.
Vincenzo Calderoni




