L’AQUILA – Rischiano di crollare sotto il peso della neve gli edifici e i monumenti che non sono ancora stati messi in sicurezza dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
A spiegarlo è il vice commissario per la tutela del Patrimonio culturale danneggiato dal sisma, Luciano Marchetti, che lancia l’allarme sul pericolo che le strutture non ancora puntellate, come per esempio quelle del centro storico della frazione di Paganica, possano cedere sotto il peso della coltre bianca.
“Il rischio per gli edifici non puntellati c’è – spiega ad AbruzzoWeb – perché la neve rappresenta un carico importante su strutture già indebolite e destabilizzate dal sisma”.
Per gli edifici e le chiese puntellate, comunque, anche se non c’è il rischio di crolli, la neve può provocare danni importanti.
“In questo caso – chiarisce Marchetti – la neve in sé non è un problema, perché se i puntellamenti sono stati fatti bene sono in grado di sopportare il peso della neve, sempre che non si tratti di una quantità spropositata. Il problema vero subentra quando questa si scioglierà, provocando infiltrazioni d’acqua che indeboliranno murature già fortemente danneggiate e rovineranno gli apparati decorativi”.
Numerose le chiese dove la neve è riuscita a entrare anche dentro, infilandosi negli squarci provocati dal sisma, una su tutte la cattedrale di San Massimo, in piazza Duomo, dove non è stata realizzata nessuna copertura provvisoria per la parte di soffitto crollata con il terremoto.
“Anche nella chiesa di Sant’Agostino – aggiunge – a Santa Maria Paganica e nella parte posteriore delle Anime Sante è entrata la neve. Già da lunedì penseremo a rimuoverla”.
Nei prossimi giorni, quando l’emergenza sarà finita, la squadra di tecnici del vice commissario avvieranno una serie di controlli e, lì dove possibile, tenteranno tamponare in qualche modo l’acqua per bloccare le infiltrazioni.
“Inoltre – aggiunge Marchetti – dobbiamo prestare grande attenzione ai cornicioni degli edifici puntellati, dove si è accumulata una grande quantità di neve che rischia di crollare danneggiando le mantovane sottostanti”.
“Abbiamo tante cose da fare – conclude amaramente – proprio non ci voleva questa neve a creare altri problemi”.





