TERAMO – Due giorni dopo l’omicidio di Melania Rea, il 20 aprile dello scorso anno, mentre ancora si cercava il corpo della giovane che sembrava essere scomparsa nel nulla, Salvatore Parolisi chattava con i trans.

È quanto hanno scoperto i carabinieri del Ros nella memoria del pc del caporal maggiore.

Dunque, mentre tutti cercavano la povera Melania, che in realtà giaceva già morta nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo), Parolisi era preso a conversare in chat erotiche usando il nickname “Corpo a corpo”. La mattina di quel 20 aprile, infatti, Parolisi non partecipa alle ricerche della moglie scomparsa ma torna in caserma. È proprio in quei momenti che scambia i messaggi con i trans attraverso il computer.

Il cadavere della donna viene ritrovato più tardi, alle 15, nel bosco di Ripe.

Secondo quanto ipotizza il legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, Melania già qualche tempo prima potrebbe aver scoperto che il marito si dedicava a chiacchierate virtuali con i trans, e potrebbe aver mionacciato di rivelare tutto all’esercito.

Questi nuovi elementi serviranno anche ai pm teramani per avvalorare le accuse che sostengono il movente passionale all’interno di un matrimonio fatto a pezzi dai continui tradimenti di Parolisi con la soldatessa amante Ludovica.