CELANO – La situazione del Celano è disperata ma un piccolo spiraglio di luce c’è ancora.

Undici punti (e non sono pochi) separano i marsicani dalla salvezza diretta, dieci dalla zona play-out.

La matematica non condanna ancora il Celano perché ci sono 16 partite da giocare e la bellezza di 48 punti in palio.

Il presidente Ermanno Piccone è un tipo che non si abbatte nemmeno di fronte alla diciassettesima sconfitta stagionale e crede ancora nella salvezza.

“Non era di certo a Gavorrano che dovevamo prendere punti salvezza – ha spiegato Piccone ad AbruzzoWeb – e da quello che mi hanno riferito non abbiamo nemmeno demeritato. Ce la siamo giocati alla pari contro una corazzata e siamo stati puniti dall’estro di Fioretti e da un arbitraggio così così perché c’era un rigore su Sciamanna”.

Ora si riparte dal derby di Giulianova.

“Ed è lì che dobbiamo vincere assolutamente – ha aggiunto Piccone – perché giocheremo in casa contro una squadra al nostro livello che tra l’altro sta attraversando anche un momento difficile. Se dovessimo perdere con il Giulianova, saremmo quasi spacciati con un piede e mezzo in Serie D”.

Ovviamente a Celano i tifosi fanno gli scongiuri ma se la squadra dovesse retrocedere, Ermanno Piccone si farebbe da parte.

“Lascerei perché vuol dire che non sono stato bravo e ho commesso errori. Il calcio è strano, oggi ti dà e domani ti toglie. Spero in un progetto ‘Marsica’ che possa riunire tutti e 34 i comuni della zona per fare calcio ad alti livelli ma questi discorsi li riprenderemo a fine stagione”.

Intanto, domani mattina i dirigenti Emilio Capaldi e Claudio Marinelli saranno a Milano presso l’Ata Hotel per l’ultimo giorno di mercato.

In uscita, il terzino destro Stefano Furno (90′) potrebbe andare al Benevento da dove si attende Falzarano che non è ancora arrivato.

In entrata, si cerca sempre un centrocampista di qualità dal momento che in mezzo al campo Facciolo ha gli uomini contati con Gentile out e Amadio a mezzo servizio.

Domani sarà il giorno decisivo. (g.giar.)