CHIETI – Il consigliere comunale e segretario cittadino del Partito democratico, Enrico Iacobitti, ha presentato un ordine del giorno per chiedere al sindaco, Umberto Di Primio, l’eliminazione definitiva della previsione delle indennità per il consiglio d’amministrazione dell’azienda multiservizi “Chieti solidale”.
A partire dal 2010, infatti, con la finanziaria di Giulio Tremonti, si è stabilito che la partecipazione alle società di questo tipo sia di tipo onorifico, remunerate al massimo con un gettone di presenza il cui importo non può superare i 30 euro.
Iacobitti ha riferito ieri in conferenza stampa che i gruppi d’opposizione al Comune avevano fatto presente la cosa al sindaco con un esposto chiedendogli di applicare la norma nazionale.
“All’epoca dell’esposto – riferisce Iacobitti – il sindaco chiese un parere tecnico all’ufficio legale del Comune che, giugno del 2011, gli ha fatto sapere che appunto le indennità andavano cancellate. Ed è questo il motivo per cui l’indennità è stata da allora sospesa”.
Ma a Icocbitti la sospensione non basta, di qui l’ordine del giorno che chiede l’eliminazione definitiva della previsione di spesa per le indennità. E, ancora di più, l’ordine del giorno chiede anche la restituzione delle somme prese dal cda prima di decidere la sospensione, che è arrivata dopo diverso tempo dall’entrata in vigore della legge.
Le indennità dei cinque consiglieri di amministrazione di Chieti solidale vanno da 600 euro mensili, per i membri semplici, ai 2.000 euro del presidente del consiglio d’amministrazione.
Iacobitti ha calcolato che in un anno per il pagamento degli emolumenti il Comune avrebbe speso oltre 75 mila euro.
“È assurdo – conclude il consigliere – che Di Primio non si affretti a recuperare delle somme di danaro pubblico che potrebbero essere destinate, ad esempio, ai servizi sociali, duramente colpiti dai tagli operati da governo nazionale e regionale”. (ar.ia.)





