L’AQUILA – “Sul set il regista mi ha detto scherzando ‘Jacopo, dopo questo film, sei pronto a diventare famoso come Edward Cullen di Twilight?’ e io gli ho risposto ‘Per carità ve bene, ma quello interpretava un vampiro fascinoso, a me mi fate fare un castrato. Insomma non mi pare che possiamo esprimere lo stesso tipo di fascino!”.
Così parla, scherzosamente, del film Opfer und Verfuehrer. Dasschicksalderkastraten, del Gruppe 5 Filmproduktion, in cui interpreta il famoso castrato del ‘700 Carlo Broschi, in arte Farinelli, il ventiseienne maestro aquilano Jacopo Sipari, noto alle cronache per aver diretto l’orchestra “Marco dall’Aquila”, alla Basilica di Collemaggio, in occasione della conferenza della Calre dello scorso novembre e purtroppo, ultimamente, anche per la disputa familiare con il casato Sipari di Pescasseroli (L’Aquila) che ha voluto prenderne le distanze, disconoscendolo quale erede.
Jacopo racconta, ad AbruzzoWeb, del successo del suo film recentemente tradotto in russo e polacco e che per lui è stata “un’esperienza fantastica sotto ogni punto di vista. Assolutamente travolgente. Vivere una cosa del genere non capita tutti i giorni, in particolare, poi, da attore protagonista”.
La pellicola, infatti, è un film documentario su Farinelli, cantante pontificio di fama internazionale, la cui voce, irriproducibile da un uomo, è qui doppiata da Cecilia Bartoli che Sipari definisce “una dei più grandi soprani viventi. Infatti – spiega Sipari – questo film nasce proprio per dare rilievo alla produzione del noto cd Sacrificium della Bartoli, dedicato alla vita dei castrati, o meglio al sacrificio della loro umanità per la grandezza della musica. Poi sentirsi doppiato in voce dalla divina Cecilia è davvero incredibile”.
Elaboratissime le acconciature e il trucco curato in ogni particolare, per cui s’impiegavano anche delle ore, “difficile dimenticare un’acconciatura in particolare – ricorda Sipari – che mi è stata letteralmente costruita addosso interamente fatta con piume di pavone alte circa un metro l’una”.
Docufilm di grande intensità, per la regia di Stefan Schneider e Cristina Trebbi, nel 2011 ha avuto un grande successo in Germania, dove è stato girato tra bellissimi palazzi, castelli nobiliari traboccanti di storia e favolosi teatri barocchi e poi trasmesso dalla Zdf che è l’equivalente della nostra Rai, ma anche in Trentino Alto Adige, “spero che presto ci sia anche la traduzione in italiano”, ha auspicato Sipari.
Per adesso la traduzione in russo e polacco che Sipari commenta orgoglioso: “sono molto contento: il film è davvero bello. Il doppiaggio in queste nuove lingue testimonia il grande favore con cui il pubblico ha accolto la pellicola. E poi fa sicuramente piacere vedersi apprezzato anche altrove perché è stata un’esperienza che ha segnato fortemente il mio cuore”.
“Per questo – ha aggiunto Sipari – devo ringraziare alla mia insegnante di canto lirico Maria Chiara Pavone che ha creduto fin dall’inizio in questa possibilità mandando alcune mie foto alla produzione che cercava per il ruolo di Farinelli qualcuno che avesse determinate caratteristiche che, a quanto pare, alla fine corrispondevano alle mie.”
Sipari, a cui dopo Opfer und Verfuehrer. Dasschicksalderkastraten è stata proposta, sempre in Germania, una fiction documentaria di 20 puntate dedicata alla scuola e agli adolescenti, ma che ha dovuto declinare per i molti impegni “lavorativi e sociali”, sarà a breve di nuovo davanti la macchina da presa per un nuovo docufilm, “sarà sull’Aquila – conclude – prodotto da alcuni miei amici romani”.