L’AQUILA – “Compro oro usato, pago in contanti”.

È questo lo slogan di decine di migliaia di negozi Compro Oro disseminati in tutta Italia, che permettono a chiunque voglia liberarsi dei preziosi, di portarli da loro e ottenere in cambio denaro cash.

In questo periodo stanno lavorando più che mai, vista la grave crisi economica in cui si trova tutta l’Europa e vista la facilità con cui si può ottenere una bella somma. Basta portare con sé un documento d’identità e il gioco è fatto. Il negoziante dovrà registrare il gioiello, valutarlo e se la valutazione è accettata, dare indietro l’agognato compenso. Dopo dieci giorni il prezioso partirà per la fonderia.

Se negli anni passati i Compro Oro erano esclusiva di persone in difficoltà economica, ora chi non ci si rivolge è merce rara.

AbruzzoWeb ha intervistato un Compro Oro per ogni provincia abruzzese e ne è uscito fuori che, se Teramo ha il maggior numero di clientela composta da pensionati che non riescono a pagarsi le bollette, nel Chietino sono gli studenti squattrinati ad andare per la maggiore. A Pescara e L’Aquila, invece, sono principalmente casalinghe.

TERAMO: DIVORZIATI E ANZIANI VENDONO L’ORO, EXTRACOMUNITARI LO COMPRANO 

“L’andamento clientelare sta andando controcorrente – racconta una commessa di un Compro Oro teramano – si rivolgono a noi moltissime persone reduci da matrimoni e fidanzamenti finiti male, ma la gran parte delle persone sono anziani”.

“Le ragioni sono principalmente due – prosegue – o per mantenere i figli che non trovano lavoro o per pagarsi le bollette. L’affluenza non è molto regolare, ma ne vengono sempre almeno due al giorno. Per il nostro bacino di utenza, l’oro rappresenta un bene di rifugio, quindi si tolgono pochissimi preziosi, per averne altri da vendere all’occorrenza”.

Chi va controcorrente, in questo ambiente, sono gli extracomunitari. “Vengono da noi per comprare anziché rivendere – spiegano – Comprano da noi l’oro 14 carati e se lo rivendono nei paesi dell’Est Europa, dove vale molto di più rispetto a quello 18 carati”.

PESCARA: CASALINGHE VENDONO ORO PER PAGARSI UNA PIZZA

In quel di Pescara, invece, i rivenditori d’oro non sono una categoria ben definita. Spiccano tra tutte, però, le casalinghe.

“Molte di queste – spiega la proprietaria di un Compro Oro di Pescara – hanno subìto rapine in casa e i pochi gioielli che sono rimasti preferiscono rivenderseli e avere più contante in tasca ‘per mangiarsi una pizza’”.

“Alcune persone, invece, sono molto affezionate ai loro beni e se ne separano malinconicamente, ma il bisogno di soldi è più importante”, conclude la donna.

CHIETI: SI VENDONO LE FEDI PER PAGARE LE BOLLETTE

Nel Chietino la crisi economica imperversa soprattutto sui giovani, che hanno difficoltà a portare avanti gli studi.

“Si rivolgono da noi – afferma una negoziante – persone di qualunque età, ma essendo la nostra città ricca di studenti, sono loro a venire maggiormente. Si tolgono i gioielli regalati per la comunione o per il battesimo, tutti oggetti demodè. Spesso vengono accompagnati dai genitori perché nel Sud Italia le valutazioni sono inferiori”.

“Il motivo principale per cui vengono è rivendersi preziosi per poter studiare”, spiega.

Un’altra categoria clientelare importante è il pensionato. “Molti di loro si vergognano – spiega la signora – alcuni parlano poco e rimangono il minimo indispensabile, altri ci raccontano che si devono rivendere l’oro perché con la misera pensione che hanno, non riescono ad arrivare a fine mese”.

“Una volta – conclude – è venuta una coppia per rivendersi le fedi, perché non riuscivano a pagarsi l’affitto della casa e le bollette”.

L’AQUILA: NIENTE BOOM, PREVALE LA VERGOGNA

Fanalino di coda è L’Aquila, che vede ancora lontano il fenomeno boom della rivendita dei preziosi.

“Le persone che vengono da noi – racconta una commerciante – sono giovani, casalinghe, quasi nessun pensionato. Hanno bisogno di soldi per pagare le bollette, ma la maggior parte delle persone viene perché si vogliono liberare di gioielli fuori moda per comprarne altri di più belli”.

Uno dei motivi della bassa rivendita di oro è che “in molti si vergognano”, conclude.