L’AQUILA – “Vedo la casa muoversi, soffro di vomito e ho perso un chilo e mezzo. Ci vorrà tempo prma che questo incubo finisca”.

È ancora molto scossa Mariangela Di Genova, la ragazza di San Benedetto dei Marsi (L’Aquila) che insieme al suo fidanzato Valentino De Ascentis è sopravvissuta al disastro della nave da crociera Costa Concordia, affondata la notte tra il 13 e il 14 gennaio a largo dell’isola del Giglio (Grosseto) che ha causato la morte di sei persone. Al momento i dispersi sono 17.

“Sono tornata ieri a casa – dice ad AbruzzoWeb la Di Genova – ma ho ancora negli occhi la gente che si getta in mare disperata, altri che svenivano, i disabili, il buio della nave. Un’esperienza tremenda, non la dimenticherò mai”.

“Non riesco a spiegarmi come tutto sia potuto accadere – continua – a bordo ci avevano detto che c’era un guasto elettrico, ma era chiaro che si trattava di qualcosa di grave. Abbiamo sentito il rumore dell’impatto della nave con gli scogli, poi è stato il caos con migliaia di persone nel panico”.

La Di Genova ora è in attesa di conoscere la verità sul disastro.

“Continuo a credere che sia trattato di fatto inspiegabile – è il pensiero della ragazza di San Benedetto dei Marsi – ma voglio aspettare le spiegazioni ufficiali. Quello che posso dire è che sono viva per miracolo e che fin quando non sono finita sulla terraferma, con 400 persone straordinarie capaci di aiutarne più di 4 mila, non mi sono sentita in salvo”.

“Io, il mio fidanzato e altri – ricorda – ci siamo aiutati a vicenda con coraggio e fortuna, ma quanta paura. Non riuscivo neanche a chiudere la zip del giubbetto salvagente, però sono stata capace di rompere i vetri con altri giubbetti da dare agli altri”.

CATONE OTTIENE INCHIESTA MINISTERO TRASPORTI

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come caldeggiato in precedenza da uno dei componenti della Commissione Bilancio della Camera, l’abruzzese di adozione Giampiero Catone, ha avviato un’indagine per stabilire le cause, le dinamiche ed eventuali responsabilità dell’affondamento della nave Costa Concordia al largo dell’isola del Giglio.

“Bisogna verificare cos’è accaduto e fare chiarezza al più presto sulle responsabilità”, aveva fatto sapere Catone che è anche direttore del quotidiano “La Discussione”.

A comunicare l’apertura dell’inchesta è il ministero stesso in una nota.

La procura di Grosseto, da parte sua, ha avviato un’indagine ipotizzando i reati di naufragio, disastro e omicidio colposo.

“Non ci sono ancora indagati, dobbiamo verificare chi era al comando della nave, dove si trovava il comandante”, ha riferito il procuratore capo, Francesco Verusi.

IL COMUNICATO DEL MINISTERO DEI TRASPORTI

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in stretto raccordo con il comando generale della Capitaneria di Porto, ha avviato un’indagine ministeriale per accertare le dinamiche, le cause, ed eventuali responsabilità dell’affondamento della nave Costa Concordia.

Il vice ministro Mario Ciaccia e le strutture tecniche del ministero sono in costante contatto da stamane con la competente capitaneria per assicurare il massimo supporto del Mit alle operazioni di gestione dell’emergenza.

Nel corso delle operazioni, il Comandante della Capitaneria di porto di Livorno ha provveduto  a  mettere in sicurezza la nave per evitare fuoruscite di sostanze inquinanti, anche attraverso il travaso del prodotto verso altre unità.