L’AQUILA – “Oltre al terremoto, tra le cause di crollo di un edificio c’è la possibilità di errori strutturali, nella progettazione strutturale ma anche architettonica. Altre cause sono la conformità degli edifici alle normative ed eventuali manomissioni degli edifici nel tempo con l’attività umana”.

Queste le motivazioni snocciolate oggi da Antonello Salvatori, docente aquilano di Tecnica delle costruzioni e consulente del sostituto procuratore Fabio Picuti e oggi chiamato come teste proprio dall’accusa come testimone al processo alla commissione Grandi rischi.

Salvatori ha preso in esame i singoli casi su cui si è trovato a indagare per conto dell’accusa, in particolare i crolli degli edifici in via Cola dell’Amatrice, via XX settembre 123, via Luigi Sturzo, via Fortebraccio, via Campo di Fossa, oltre che la Casa dello studente e tre edifici nella frazione di Onna.

“Senza errori di progettazione gli edifici non sarebbero crollati, senza terremoto neanche”, la frase chiave del prof, interpretata in modo opposto dall’accusa, che dà maggior responsabilità al sisma, e quindi alle rassicurazioni della Cgr, e dalla difesa, per la quale invece gli errori umani sono stati più importanti ed esulano dalla riunione del 31 marzo 2009.

Quanto alla Casa dello studente, in particolare Salvatori ha spiegato che “c’era un errore di progettazione, una sola direzione d’ingresso del sisma, ma anche carichi sottostimati, calcestruzzo di resistenza molto variabile, seppur compatibile con le esigenze di progettazione dell’epoca”.

“Aspetti successivi – ha poi aggiunto – ci sono stati vizi di gestione e manipolazione generica dell’edificio anche se con interventi non strutturali”, ulteriori fattori di crollo.

Quanto alle risultanze nei crolli di Onna, secondo Salvatori va citata “tra le motivazioni sicuramente la qualità della muratura e delle malte. Gli edifici non erano stati rimaneggiati eppure sono collassati completamente: questo perché la qualità era veramente bassa e povera, nonostante fossero risalenti a epoca successiva il precedente terremoto e costruiti con uno o due piani”.

Sono state poi acquisite due relazioni, una di Raimondo Quaresima, associato di Scienza e tecnologia dei materiali, relativa alla qualità dei materiali utilizzati nelle costruzioni, l’altra di Alessandro Loré, geologo aquilano, questa invece sulla geologia del terreno, con la contemporanea rinuncia ad ascoltare i due come testimoni.