L’AQUILA – Azzerato il servizio di assistenza alla popolazione, il Comune si riprende i lavoratori e li trasferisce a tutt’altri compiti.

Mentre pubblicamente e sui giornali si lamenta per la mancanza di lavoratori per servire la popolazione terremotata, infatti, zitto zitto l’ente comunale dell’Aquila si è ripreso dalla struttura commissariale i precari che si sono occupati di assistenza alla popolazione e li sta girando al settore Sociale.

Una denuncia contenuta in una relazione che sta circolando negli ambienti della struttura commissariale e che è arrivata dall’interno ad AbruzzoWeb, in particolare da fonti comunali impiegate all’interno della Struttura per la gestione dell’emergenza, che formalmente è stata tenuta all’oscuro dell’operazione: nemmeno il coordinatore, Roberto Petullà, ha infatti ricevuto comunicazioni ufficiali in proposito.

Da quanto scoperto, l’amministrazione ha rinnovato il contratto ai co.co.co. comunali che erano stati assunti per assegnare gli alloggi del progetto C.a.s.e. e che erano destinati alla Sge: una parte di tutti quei lavoratori, circa 500 secondo le stime di questo giornale, su cui si sono concentrate le trattative diplomatiche tra il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il commissario delegato, Gianni Chiodi, che ha strappato una proroga per tutti fino a marzo.

Dopo il rinnovo, tuttavia, i co.co.co. non sono rimasti in Sge ma, con un ordine di servizio, sono stati richiamati a lavorare al Comune. E non nel settore che cura l’assistenza ai terremotati, ma appunto al settore Politiche sociali, quello capeggiato dall’assessore Stefania Pezzopane.

Lo spostamento sullo scacchiere mette in serio rischio un settore delicato come quello all’assistenza alla popolazione, visto che, sempre da quanto appreso da AbruzzoWeb, nell’ufficio comunale tra un po’ i ranghi sararanno ultraridotti: ci sono tre dipendenti, che stanno per tornare ai settori di origine, due assunti per l’emergenza e tre uscieri.

L’accusa che viene rivolta all’amministrazione è quella di usare per scopi diversi il personale così faticosamente riottenuto per l’assistenza: Monti, infatti, vuole tagliare sempre più le spese per l’emergenza fino ad arrivare a zero e spendere soldi solo per la ricostruzione.

Inoltre appare paradossale il fatto che, dopo mesi di lamentele sull’assenza del personale necessario per garantire un’assistenza efficiente agli aquilani, una volta rinquadrati nei ranghi i suoi co.co.co. ora il Comune li impieghi in un altro settore.

Una vicenda strana su cui non si escludono ulteriori sviluppi.