L’AQUILA – In relazione alla questione affrontata dagli organi di stampa locali inerenti la mancata apertura dell’asilo nido “Ape Tau” di Coppito, frazione dell’Aquila, il presidente della provincia, Antonio Del Corvo, non si esime dal contestare le affermazioni qui di seguito riportate, perché “non rispondenti al vero e relative a responsabilità non attribuibili né al sottoscritto né alla struttura provinciale”.
“Nel dettaglio dagli atti d’ufficio – continua Del Corvo – si rileva che: il progetto delle strutture portanti dell’asilo in questione è stato depositato al Genio civile il 9 agosto 2011 risultando inesaminabile come comunicato formalmente il 22 di agosto (ferragosto di mezzo) e, prima, dal sottoscritto direttamente al direttore dei lavori, l’ingegnere Antonello Cucchiella; soltanto il 21 settembre (un mese dopo la richiesta!) il Genio civile ha effettivamente acquisito il progetto completo e ha rilasciato l’attestato di deposito soltanto il 22 settembre (un giorno dopo!); il 27 dicembre, poi, è stata depositata al Genio Civile la così detta Relazione a strutture ultimate la cui attestazione era pronta il 9 gennaio (festività comprese) proprio in coincidenza della polemica che si legge e verrà rilasciata in data odierna”.
“Pertanto – puntualizza il presidente della Provincia – non risponde al vero che la pratica ‘è ferma’ in Provincia (perché la Provincia ha espletato le proprie attribuzioni con velocità ed efficienza) e che la stessa non rilascia il certificato di collaudo (perché il collaudo non è stato ancora effettuato dal Comune né presentato in Provincia). Per quanto sopra non si comprende il senso della polemica nei confronti della Provincia e del Genio Civile che, pur con le difficoltà ben note ai cittadini aquilani, continua a mantenere ritmi di istruttoria e autorizzazione inferiori ai limiti di legge e ben al di sotto di quelli di altre amministrazioni”.
Prosegue Del Corvo: “A voler polemizzare, non si comprende perché il Comune abbia inteso ‘aprire’ la scuola il 9 di gennaio ben sapendo che le procedure tecnico amministrative seguite dai suoi uffici non erano state completate e perché, inoltre, abbia prima provveduto ad assumere le insegnanti per poi doverne sospendere l’assunzione. Non può sfuggire ai servizi tecnici comunali che l’attestato di avvenuto deposito della Relazione a strutture ultimate non sostituisce il vero collaudo delle strutture portanti (che deve essere redatto da un professionista incaricato dal Comune) né l’accertamento della conformità di dette strutture. Adempimenti tutti che oggi sembrano mancare e che non consentono di dichiarare agibile la scuola”.
“Cosa c’entra la Provincia in tutto ciò?”, si chiede. “Sono attribuibili a essa le discrasie tra i diversi uffici comunali (quelli che programmano le aperture delle scuole e quelli tecnici che invece ne seguono i lavori)? Inoltre, perché la Provincia avrebbe dovuto conoscere i programmi del Comune in merito alla prevista apertura della scuola di che trattasi?”.
“Spiace dover riscontrare, ogni volta – conclude il presidente provinciale – che le difficoltà interne al Comune dell’Aquila siano attribuite, sempre e comunque, ad altre amministrazioni anche quando queste non fanno altro che ‘correre’ per dare le necessarie risposte alle esigenze dei cittadini e delle istituzioni”.






