CHIETI – Si avvicina la data del congresso provinciale del Popolo della libertà di Chieti. L’attuale coordinatore provinciale, l’assessore regionale all’Agricoltura Mauro Febbo, ha annunciato di aver inviato la richiesta a Roma per svolgere l’assemblea dei tesserati il 22 gennaio oppure, la domenica successiva, il 29 gennaio, data quest’ultima che appare più probabile.
Sullo stato dell’arte delle candidature del ticket segretario e vice le bocche sono ancora cucite e per il momento quel che è dato sapere è solo che il gruppo che fa capo al senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale del Pdl, esprimerà una propria candidatura per segnare la continuità. La persona sarebbe già stata individuata ma sul nome c’è ancora molto riserbo. Anche se, a sentire le dichiarazioni dei maggiorenti teatini del Pdl, tra i nomi più gettonati che girano in queste ore c’è quello del vice sindaco di Ortona (Chieti), Lucio Cieri.
L’attuale coordinatore Febbo, esponente di punta dei “distefaniani” che a livello nazionale fanno riferimento alla corrente del presidente dei senatori pidiellini, Maurizio Gasparri, si sarebbe certamente ripresentato se le recentissime regole sulla incompatibilità per questa carica non lo avessero messo fuori gioco.
Stesse norme che colpiscono pure il vice coordinatore provinciale, il lancianese Pasquale Di Nardo, perché presidente della Sangritana. Per lui, però, potrebbe esserci una deroga, visto che in altre parti è già stata chiesta e ottenuta.
Al momento la sensazione che si respira all’interno del partito è che il congresso provinciale potrebbe celebrarsi con una sola candidatura, quella appunto del gruppo Di Stefano. E questo non perché non esistano voci in dissenso verso la leadership locale ma perché sono fra loro troppo scollegate se non addirittura in contrasto.
”Abbiamo iniziato a lavorare fin da subito a un congresso unitario – spiega il coordinatore provinciale Febbo – che esprimesse una linea la più inclusiva possibile. So bene che c’è qualche voce contraria e mi piacerebbe anche che ci fosse una candidatura alternativa con cui confrontarci, ma credo che questi malumori di cui spesso si parla sui giornali non corrispondano a quanto accade veramente all’interno del partito, altrimenti una seconda candidatura sarebbe già saltata fuori”.
Abbiamo cercato di individuare un possibile esponente del dissenso intervistando l’assessore regionale Federica Carpineta, uno dei partecipanti della cena prenatalizia alla presenza del presidente della Regione, Gianni Chiodi, che avrebbe dovuto individuare una candidatura alternativa, ma l’assessore ha subito smentito che durante la cena si sia toccato l’argomento e ci ha tenuto a sottolineare che si sta ”lavorando in un’ottica di confronto e non di scontro”.
Per il resto abbiamo trovato molte voci a favore del gruppo Di Stefano. A cominciare da quella dell’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis che si augura un congresso ”con un’unica candidatura in grado di dare più forza al partito”. E se così non fosse, ”poco male perché il partito ha bisogno di dialogo e confronto”.
Una posizione unitaria è auspicata anche al consigliere regionale Antonio Prospero che non vede altre proposte che siano veramente alternative in termini di idee e progetti. ”Ben vengano, se ce ne fossero – dice – altrimenti dico no alla logica del ‘togliti tu che mi ci metto io’. E comunque questo non è certo non è il momento per litigare e dividersi”.
Più defilato, quasi disinteressato, il consigliere regionale Nicola Argirò. ”Non ho pregiudiziali sui nomi – dichiara – e intendo affrontare questo congresso quasi da spettatore esterno, visto che ho fatto poche tessere e che non ho aderito ad alcuna corrente nazionale”. Un atteggiamento che Argirò spiega con la delusione di un anno fa quando, ai tempi del rimpasto di Giunta regionale, si è sentito “ingiustamente messo da parte”.
Riguardo alla cena con il presidente Chiodi, però, il consigliere si lascia scappare un commento da chi la sa lunga: ”Chiodi – dice – avrebbe dovuto fare asse con il coordinatore regionale Filippo Piccone e non agire in maniera isolata. Così non porterà a casa nulla”.
Tra i cosiddetti “malpancisti” potrebbe essere annoverano il consigliere regionale Emilio Nasuti che, però, pur ammettendo di aver avuto incontri con i vertici del partito in vista del congresso, ha dichiarato proprio ad AbruzzoWeb di non essersi mai proposto per la candidatura.
Per quanto riguarda il nome dell’unico possibile candidato abbiamo già detto che nessuno parla sebbene la persona sarebbe già stata da tempo individuata. ”Non è questo il tempo per ufficializzare la candidatura – spiega Febbo – questo è invece il momento per fare la nostra proposta alla base del partito, proprio perché vogliamo arrivare ad una scelta il più possibile condivisa. Stiamo dunque facendo una serie di passi per capire se la persona individuata può andare incontro a un vasto consenso”.





