TORINO – La Procura di Torino ha formulato un’ipotesi di reato, per ora solo teorica, nell’ambito dell’inchiesta sullo “Juventus Stadium”, il primo impianto per il calcio di proprietà in Italia inaugurato lo scorso 8 settembre.
Tre gli indagati: come riporta il sito on line del quotidiano La Stampa, si tratta di tecnici che si sono occupati a vario titolo della costruzione del complesso. Un avviso di garanzia è stato consegnato a Giovanni Quirico, un dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Torino, e agli ingegneri Francesco Ossola e Paolo Erbetta. Il primo, secondo quanto si è appreso, è chiamato in causa come collaudatore, i secondi come direttori dei lavori.
In seguito ad alcune perquisizioni, la Procura ha parlato di “pericolo di crollo colposo”, in relazione alla fornitura in acciaio non conforme alle norme.
Lo stadio bianconero era già stato messo sotto osservazione da alcuni tifosi per la questione dei “tiranti” che reggono la copertura, giudicati dagli esperti “inadatti” e “contrari all’estetica”, ma che potrebbero essere stati scelti per ovviare a un errore in fase di progettazione.
Ora, invece, arriva la “mazzata” da parte della procura del capoluogo piemontese.



