L’AQUILA – Oltre 150 tra tecnici e atleti provenienti da tutta Italia sono stati premiati oggi dalla Protezione civile nazionale e dalla Regione Abruzzo per i “Campus dello sport” organizzati subito dopo il sisma del 6 aprile 2009.

Alla presenza del capo dipartimento, Franco Gabrielli, ex prefetto del capoluogo, del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, del vicepresidente del Coni, Luca Pancalli, dell’assessore regionale allo Sport Carlo Masci e del presidente del Coni Abruzzo, Ermano Morelli, quell’esperienza partita nell’estate del 2009 si è felicemente chiusa con la consegna degli attestati di pubblica benemerenza.

I Campus dello sport hanno avuto quale obiettivo prioritario il recupero psico-fisico dei giovani e dei meno giovani che avevano subito traumi dal terremoto.

I Campus sono stati realizzati nelle tendopoli, premettendo in questo modo di creare, grazie alle attrezzature donate, vere e proprie palestre e campi da gioco all’aperto.

Gli attestati di benemerenza, concessi con decreto della presidenza del Consiglio dei ministri lo scorso 12 aprile 2011, sono stati materialmente consegnati a 53 tecnici in rappresentanza dei 150 che hanno aderito al progetto.

GABRIELLI: ”RINGRAZIATE CHI TIRA OGGI LA CARRETTA”

“Quando me ne sono andato dissi che pur nella tragicità, nella particolare situazione in cui mi ero trovato, quello era un periodo più positivo di quello che sarebbe venuto dopo. Non perché chi veniva dopo non avesse capacità, intelligenza e risorse, ma perché i problemi sarebbero stati notevolmente più complicati.

Lo ha detto il capo della Protezione civile ed ex prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, intervenuto alla cerimonia di consegna degli attestati di pubblica benemerenza del dipartimento per le attività sportive post-sisma e le borse di studio per la tutela del talento atletico.

“Oggi – ha detto Gabrielli – non può non esserci da parte di tutti, al netto delle strumentalizzazioni e delle polemiche, un grande e forte ringraziamento a chi sta portando la carretta in un tempo sicuramente molto più complicato”.

Gabrielli ha esordito ricordando “quella parentesi così significativa della mia vita in questo territorio particolarmente martoriato”.

“Sono allergico ai modelli – ha premesso – immagino la vita sia così diversificata e dinamica che i modelli non sempre colgono l’essenza. Però sono sempre particolarmente attento ai laboratori, a quello che si è verificato. Si parla sempre di buone pratiche perché quello che si fa può essere utile per il futuro”.

Gabrielli ha affermato di non volersi nascondere “sempre dietro lo scaramantico ‘speriamo che non succedano più disastri’. No – ha proseguito – i disastri succederanno, succederanno in tutte le parti del Paese, disastri che attengono al terremoto, alle alluvioni, ad altre calamità naturali e non solo a quelle. Questo lo mettiamo come punto di partenza. E allora bisogna fare tesoro delle buone pratiche, delle cose positive, che possiamo esportare in altri contesti”.

“Questa vicenda di aver destinato tempo, risorse, impegno per consentire, attraverso lo sport, di rendere meno complicata la vita di quei momenti – ha concluso il capo del dipartimento – credo debba essere necessariamente replicata e sicuramente prenderemo spunto”.

“RICOSTRUZIONE? NON STAREI COSI’ TRANQUILLO”

“No, io non starei così tranquillo. L’ho sempre sostenuto e lo continuo a dire che qui ci saranno tanti soldi e quindi che ci siano persone interessate a intercettarle. Abbiamo visto anche vicende che hanno lambito le istituzioni al di sopra di ogni sospetto, quindi bisogna stare molto attenti che a volte la rappresentazione della cricca sottende a distrarre su altri ambiti”.

È quanto ha detto stamane Gabrielli commentando l’uscita di scena di Fusi e Verdini nell’inchiesta aquilana sul G8 e sugli appalti della ricostruzione post-terremoto.

“A volte – ha proseguito – si punta l’attenzione su un senso per distrarlo dall’altro. Io mi picco di averlo detto in epoca non sospetta che in queste vicende bisogna stare attenti alla criminalità organizzata ma anche ai comitati d’affari. Ci sono le criminalità e altre consorterie che non sono meno criminali e che non possono farci riposare sonni tranquilli”.

“Credo che se ci sono delle possibilità che si realizzino situazioni illegali – ha concluso Gabrielli – ci deve essere anche la forza del sistema di farvi fronte, questo è il gioco delle parti, il gioco di un sistema di diritto tutto il resto è speculazione”.

PANCALLI: ”RUOLO SOCIALE DEL CONI VALE PIU’ DELLE MEDAGLIE”

“Oggi celebriamo qualcosa di più importante di una medaglia di uno dei nostri atleti”.

Così il vice presidente del Coni, Luca Pancalli, ha commentato all’Aquila l’assegnazione degli attestati di pubblica benemerenza della Protezione civile per le attività sportive post-sisma e le borse di studio per la tutela del talento atletico.

“Ha fatto bene il capo della Protezione civile – ha commentato – a parlare di laboratorio di buon prassi. Oggi dimostriamo come il Coni e il mondo dello sport organizzato nel nostro Paese abbiano saputo interpretare il ruolo sociale che devono svolgere nella dimensione civica”.

“Quello che si è potuto fare – ha ammesso – è ben poco rispetto a quello che avremmo voluto fare, ma il fatto che si sia dato origine a un meccanismo di buona prassi, e il merito è del presidente Morelli e del Coni regionale, assieme al dipartimento e alla Regione, dà la dimostrazione di come il nostro ruolo vada oltre alla conquista delle medaglie”.

Per Pancalli, “queste benemerenze sono un riconoscimento alla grande anima del volontariato sportivo del nostro Paese, che ha saputo mettersi a disposizione. Per questo – ha concluso – sono grato al presidente Gianni Petrucci che mi ha mandato qui a sostituirlo. È questo lo sport, la dimensione sportiva, che a me piace coltivare”. (alb.or.)

CHIODI: ”GRAZIE A QUEI CAMPUS I BAMBINI SORRIDEVANO”

“È stata un’intuizione notevole coinvolgere il Coni e i volontari nell’ambito dello sport per cercare di far vivere con minore dramma quello che era lo sconvolgimento delle abitudini e della vita di tutti i giorni soprattutto ai giovani”.

Questo il commento del presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, alla cerimonia di oggi.

“Avete visto nelle foto i ragazzi sorridenti – ha sottolineato – Magari noi ci possiamo mettere anche in posa, ma i bambini non si mettono in posa e in quei momenti non era facile sorridere. Questo attestato di benemerenza è un giusto riconoscimento a chi si è dato da fare in quel momento”.

“Con gli impegni che ha, il capo della Protezione civile non sarebbe qui se non avesse ritenuto importante e significativa questa cosa. Lo è”, ha concluso il commissario.

L’assessore allo Sport, Carlo Masci, ha invece sottolineato quanto “sia stato forte il sentimento di appartenenza di tutta l’Italia in quei giorni tragici per l’Abruzzo. Subito dopo il terremoto abbiamo visto la vera forza unificante di questo Paese e i Campus dello Sport non sono stati altro che la testimonianza più vera di questo sentimento”. (alb.or.)