L’AQUILA – Potenziare il controllo e la vigilanza in una città ormai “diffusa” come quella dell’Aquila, attraverso un progetto di sicurezza complessivo e l’istituzione di un corso di laurea che formi “security manager” esperti nella sicurezza.

Questa la “ricetta” proposta dal direttore generale di Telecentral spa, Giancarlo Liberatore, azienda che opera nel settore della sicurezza, in occasione di un incontro che si è tenuto questa mattina proprio nella sede della società ristrutturata dopo il sisma.

All’incontro hanno partecipato il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, l’assessore all’edilizia scolastica della Provincia dell’Aquila Mauro Fattore e l’assessore comunale all’Ambiente Alfredo Moroni.

Presente anche il pro rettore delegato alla Prevenzione e protezione dell’Università dell’Aquila, il professor Nicola Rotondale.

In un territorio nel quale il sisma ha spazzato via l’80 per cento dei sistemi privati di vigilanza (telesoccorso e videosorveglianza) la Telecentral, che festeggia i 15 anni di attività, è riuscita comunque a mettere in atto un’importante attività di prevenzione, risolvendo dal 1° gennaio a oggi ben 1.651 tentativi di furto, una media di più di 5 al giorno.

Molto però deve ancora essere fatto per contrastare la criminalità in un grande cantiere, come quello dell’Aquila, in cui la manodopera malavitosa e straniera è sempre più numerosa. Il promo passo, secondo il direttore di Telecentral, è l’ideazione di un progetto urbano di sicurezza.

Dall’incontro di oggi è nata anche l’idea di offrire all’Aquila un controllo satellitare “a basso costo”, chiedendo a Telespazio l’uso di una delle sue bande a un costo di favore.

“Glielo chiediamo oggi stesso – hanno detto Pingue e Liberatore- sarebbe una opportunità unica, un atto si solidarietà da parte di Telespazio”.

“Sappiamo tutti – ha spiegato Moroni – che L’Aquila già prima del terremoto non aveva il collegamento Adsl su tutto il territorio per cui, da dopo il 6 aprile, quando il centro ha cessato di esistere e con esso l’Adsl che lo copriva per intero, i collegamenti rimasti in funzione sono pochissimi, anzi, praticamente impossibili in molta parte del territorio che un tempo era periferia e che oggi è la nuova città. Un problema irrisolvibile, almeno per come sono andate le cose fino ad oggi, se non con le bande satellitari”.

“Bisogna predisporre impianti di sorveglianza e antintrusione negli aggregati – ha aggiunto Liberatore – Questa è un’opportunità che chi è addetto alla costruzione di nuovi edifici o alla ristrutturazione deve cogliere. In questo modo le istituzioni non avranno più bisogno di mettere le telecamere creando centri storici ‘grande fratello’ per tutelarne il patrimonio artistico”.

Liberatore ha quindi avanzato la proposta di una convenzione con la Regione Abruzzo perché sia agevolato l’acquisto di sistemi di sicurezza per le imprese e per le case, così come avviene già in altre regioni d’Italia.

Il direttore di Telecentral ha poi rivolto direttamente un appello al pro rettore Rotondale affinché ci sia la possibilità per gli universitari di frequentare stages nelle aziende di vigilanza in cui possano fare pratica usando i sistemi tecnologici elettronici e informatici di avanguardia, entrare in contatto con il mondo produttivo, per diventare “security manager”.

“All’Aquila c’è già un corso di laurea in Scienze dell’Investigazione – ha spiegato – ma non è sufficiente perché ci deve essere anche la prevenzione. Sarebbe una grande opportunità per l’ateneo, basti pensare a quante aziende del settore potrebbero dare un grande contributo”.

L’assessore Fattore ha ricordato come l’ente provinciale stesso si avvalga della sorveglianza della Telecentral per la Biblioteca inaugurata da poco nel nucleo industriale di Bazzano. “Rispetto a prima del terremoto – ha rilevato – ora è più difficile tutelare i nostri beni. La biblioteca, ad esempio, si trovava in centro storico, una zona molto più sorvegliata rispetto al nucleo industriale, dove’è ora la nuova sede”. (e.m.)