PESCARA – “Dopo il Consiglio comunale di ieri, andato deserto, la nostra città si trova ormai in una situazione di emergenza”.
Questo l’allarme lanciato oggi in conferenza stampa da Moreno Di Pietrantonio, capogruppo del Partito democratico al Consiglio comunale di Pescara.
“Una situazione di emergenza – ha aggiunto – che si è palesata ieri in occasione del Consiglio che era completamente deserto a fronte dei tanti argomenti all’ordine del giorno di grande interesse per la città”. Citati, tra questi, la discussione della delibera sul Pp2 al mattino, ritirata poi dall’assessore all’Urbanistica Marcello Antonelli, e, nel pomeriggio, quella sulle delibere relative a strada parco e realizzazione della stazione elettrica per la filovia.
“Latitanza che – sostiene Paola Marchegiani, consigliere comunale – è continuata anche ieri sera in occasione della manifestazione organizzata dai cittadini contro l’ordinanza dell’assessore Fiorilli sui sensi unici. Non dico il sindaco – continua la Marchegiani – non dico gli assessori, ma addirittura i consiglieri comunali! Nessuno era presente in via Regina Margherita ad ascoltare le proteste dei tanti cittadini scesi in strada”.
Per il Pd l’amministrazione pescarese è arrivata, insomma, alla frutta: “Non c’è coesione politica nella maggioranza e, soprattutto, non c’è più partecipazione alle attività del Consiglio comunale”.
“Se continuiamo così – continua Di Pietrantonio – nei prossimi tre anni andrà perduto tutto quello che di buono è stato fatto dall’amministrazione precedente”.
Se sul ritiro della delibera sul Piano particolareggiato numero 2 (Pp2) il Pd appare relativamente soddisfatto, anche se, per dirla con le parole del consigliere Camillo D’Angelo, “la lancetta è tornata a 30 mesi fa e abbiamo perso due anni in cui si poteva lavorare sul piano regolatore”, è sul problema della filovia sulla strada parco che i rappresentanti del maggiore partito di opposizione dimostrano di avere il dente avvelenato.
“Che non passi che noi siamo contrari al trasporto pubblico ecologico – afferma D’Angelo, che continua – sia chiaro che noi siamo contrari al progetto così come è”.
Un progetto che costerà alle tasche dei cittadini 2 milioni 700 mila euro all’anno per la gestione ordinaria, cifra considerata “esorbitante” per soli 7 chilometri di tracciato.
“Senza considerare i costi per le spese straordinarie – afferma il consigliere Gianluca Fusilli – se il fondo stradale, che non è stato rinforzato, si spacca, chi pagherà?”.
Quello che i membri del Pd contestano in merito alla questione della filovia è il modo poco chiaro in cui è stata gestito l’affidamento dell’appalto all’Associazione temporanea d’impresa Balfour, vincitrice della gara nel 2006 nonostante il progetto presentato prevedesse un costo annuo notevolmente maggiore rispetto alle altre due Ati partecipanti.
“A motivazione della vincita – spiega D’Angelo – il fatto che la Balfour avesse presentato un mezzo innovativo a guida vincolata, per il quale era necessaria una valutazione dell’impatto ambientale. Dal verbale della commissione del ministero dei Trasporti del 2008 risulta, però, che il mezzo non è a guida vincolata, ma è un normale filobus, per cui il finanziamento non dovrebbe essere riconosciuto”.
Il Pd denuncia, inoltre, la mancanza del piano economico finanziario, che non è stato mai presentato dalla Regione o dalla società di trasporto Gtm, e tempi di realizzazione dell’opera esageratamente dilatati.
“Non è chiaro – afferma D’Angelo – come si sia arrivati a oggi senza nessun risultato, soprattutto se si pensa che la gara è stata conclusa nel 2006 con l’aggiudicazione provvisoria alla ditta Baltour”.
Aggiudicazione avvenuta tra l’altro, come spiega D’Angelo, con un ribasso di solo il 2 per cento.
“Come è possibile – si chiede il consigliere – che non ci sia stata nessuna richiesta di adeguamento dei prezzi da parte della ditta aggiudicataria dell’appalto?”
Tutto questo per 7 chilometri di tracciato che, per il Pd, “non risolveranno nulla, su cui circolerà un mezzo che sarà un filobus normale e che, per di più, decreteranno la fine della Strada Parco”.
“Speriamo almeno – conclude D’Angelo – che sia accolta la nostra proposta di realizzare un sistema di scambi, come quello dei treni, per cui il mezzo possa circolare in due direzioni su un solo binario e allo stesso tempo garantire il giusto spazio per la pista ciclabile e la zona pedonale”.






