L’AQUILA – L’ex capo capo del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha dato mandato ai propri legali per procedere ad una querela nei confronti del quotidiano La Repubblica, che questa mattina ha pubblicato un articolo, a firma del giornalista Giuseppe Caporale, in cui si parla di un imprenditore, Carlo Strassil, che sarebbe stato intercettato dalla procura di Pescara mentre con “grasse risate” faceva il punto sulla ricostruzione post terremoto all’Aquila, nel 2009.
Un articolo in cui viene citato l’ex capo dipartimento senza che il nome di questi emerga dalle intercettazioni.
Lo comunica, con una nota, Luca Spoletini, ex responsabile dell’ufficio stampa della Protezione civile durante la guida del dipartimento di Bertolaso.
L’ANNUNCIO DELLA QUERELA DI BERTOLASO
Il dottor Guido Bertolaso ha dato mandato ai propri legali di procedere con la proposizione delle azioni giudiziarie contro il quotidiano La Repubblica che oggi in un articolo a firma di Giuseppe Caporale sulla realizzazione delle scuole a L’Aquila lo cita senza che il suo nome compaia nelle intercettazioni riportate e virgolettate contenute nel servizio, presentando una supposizione del giornalista come un dato di fatto.
Nell’articolo si parla della realizzazione delle scuole a L’Aquila dopo il terremoto, è noto a tutti che una delle prime sfide che furono affrontate dalla Protezione Civile Nazionale immediatamente dopo il sisma fu quella di garantire agli oltre 17.000 studenti aquilani il rientro in classe all’apertura del successivo anno scolastico. Furono 16.500 gli alunni che come nel resto d’Italia entrarono nelle nuove scuole dell’Aquila, ragazzi le cui famiglie scelsero di non abbandonare la città dopo il terremoto.
In attesa che la Magistratura compia il suo dovere, verifichi e sanzioni eventuali responsabilità, potrebbe essere di aiuto ai lettori de La Repubblica che il loro cronista raccolga le opinioni degli studenti e dei loro genitori sulle scuole realizzate, le tante ombre che getta l’articolo sarebbero certamente meno scure.
STRASSIL, L’IMPRENDITORE CHE RIDEVA PENSANDO ALLA RICOSTRUZIONE POST SISMA
Un altro imprenditore, Carlo Strassil, sarebbe stato intercettato dalla procura di Pescara mentre con “grasse risate” faceva il punto sulla ricostruzione post terremoto all’Aquila, nel 2009.
Strassil, riferisce il quotidiano la Repubblica, sarebbe ora indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta su un appalto pubblico da 600 mila euro relativo ai certificati di agibilità delle scuole dell’Aquila dopo il sisma.
Finito nel mirino degli inquirenti per la vicenda di un’opera pubblica fantasma in provincia di Pescara, Strassil, nell’estate del 2009, al telefono avrebbe assicurato suo interlocutore, ridendo, che all’Aquila “è un film” e che con la ricostruzione si procede “alla grande”.
Nell’indagine, passata per competenza da Pescara all’Aquila, sarebbe indagato, per corruzione e abuso di ufficio, anche Gianni Guglielmi, all’epoca provveditore delle opere pubbliche per Lazio, Sardegna e Abruzzo e ora, scrive sempre il quotidiano, provveditore per la Campania da pochi giorni nominato dalla presidenza del consiglio dei ministri commissario straordinario per il risanamento del fiume Sarno.
Il nome di Guglielmi comparirebbe già, con l’ipotesi di abuso d’ufficio, nell’indagine per un presunto appalto gonfiato nel corso dei lavori della questura dell’Aquila, una ristrutturazione lievitata da tre a 18 milioni di euro.



