L’AQUILA – Di una fusione tra Istituzione sinfonica e Teatro Marrucino aveva già parlato lo scorso marzo ad AbruzzoWeb, il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, al momento di annunciare un altro accorpamento, tra Teatro stabile e l’Uovo teatro di innovazione.
“Mi aspetto un percorso simile, per la lirica, tra il Teatro Marrucino e l’Istituzione sinfonica abruzzese, mantenendo ognuno la propria storia e tradizione – aveva detto – la Regione sarà vicino a tutte quelle istituzioni che vorranno fare la scelta di unire le forze e le esperienze”.
Ora è il momento che quelle prospettive trovino concretizzazione e infatti Lolli lo ripete, “l’unica soluzione è la fusione”, afferma al Messaggero, per ovviare alla crisi che ha portato alla cancellazione dell’intera stagione concertistica dopo 40 anni ininterrotti, in assenza del contributo di 800 mila euro promesso dalla Regione Abruzzo, pochi comunque rispetto ai tagli da oltre 2 milioni in un triennio.
L’idea non piace certo a tutti. “Se lo avessimo fatto noi sarebbe scesa la gente in piazza” ha criticato l’ex vice sindaco di centrodestra Antonello Oliva, sostenuto nell’ipotesi dall’ex consigliere Luigi Di Luzio. Comunque per il momento la proposta di Lolli sembra l’unica sul tavolo.
Della situazione finanziaria dell’Isa ha parlato anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, rispondendo alla domanda di un cronista a margine dell’incontro di ieri tra Giunte comunale e regionale.
“La Regione è all’opera per trovare una via d’uscita; stiamo lavorando per trovare una soluzione valida sapendo che abbiamo il controllo dei revisori e della Corte dei conti e ben consapevoli siamo di fronte a un problema che assume un carattere regionale e nazionale”.
Trattative che fruttano un’apertura di credito da parte del presidente del Consiglio comunale del capoluogo, Carlo Benedetti, che ‘minacciava’ una seduta straordinaria.
“Abbiamo deciso di soprassedere, momentaneamente – scrive – in attesa di conoscere l’esito degli incontri, che si stanno svolgendo in Regione, volti a individuare una soluzione che scongiuri l’uscita di scena di una delle più prestigiose istituzioni culturali dell’Abruzzo”.
“Continuando a vigilare sull’evolversi della vicenda, restiamo fiduciosi in un positivo esito della stessa, poiché, come già sottolineato, non possiamo credere che si voglia decretare la fine di un pilastro della vita, sociale e culturale, della città dell’Aquila e dell’intera regione”, conclude Benedetti.
E nel frattempo sui social è partita la mobilitazione, raggruppata sotto l’hashtag #vogliamolasinfonica, per scrivere in massa al governatore e chiedergli lumi sulla vicenda. (alb.or.)
PAGANO (FI): “ISTITUZIONI MUSICALI ALLA CANNA DEL GAS”
“L’Istituzione Sinfonica Abruzzese e l’Estate Musicale Frentana di Lanciano, che alla musica e alla nostra regione hanno dato lustro e grandezza per più di quarant’anni, rischiano purtroppo di morire a causa della miopia della giunta del presidente Luciano D’Alfonso“.
È l’allarme lanciato in una nota dal presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano.
“Se la difesa della cultura è stato da sempre un baluardo della sinistra, oggi scopriamo che quella difesa era soltanto pura demagogia: perché D’Alfonso, che detiene ancora la delega della cultura, ha abbandonato le istituzioni culturali abruzzesi? Paga più sostenere la sanità privata, sottraendo risorse alla sanità pubblica, o mantenere in vita carrozzoni come Abruzzo Engineering?”.
“La realtà – conclude Pagano – è che D’Alfonso e il centrosinistra fanno il contrario di quello che hanno annunciato in campagna elettorale. L’Abruzzo è tornato purtroppo indietro”.
LIRIS (FI): ”LA SINISTRA IPOCRITA E CARNEFICE”
“Sull’Isa va in scena l’ipocrisia della sinistra. La sinistra ‘di lotta e di governo’ continua a prendere in giro i cittadini abruzzesi e aquilani in particolar modo, con posizioni politiche tanto schizofreniche quanto machiavelliche”.
Lo scrive in una nota il consigliere comunale di Forza Italia Guido Liris, sulla vicenda della crisi dell’Istituzione sinfonica abruzzese, costretta a sospendere dopo 40 anni la propria stagione concertistica.
“Cialente, Pezzopane, Benedetti si indignano, sbraitano, accusano, denunciano, prendono posizioni dure….Contro chi? Contro se stessi? Contro il proprio governo regionale? – sbotta Liris – I cittadini non hanno più l’anello al naso: da parte di chi sostiene il governo D’Alfonso non mi aspetto comunicati stampa, denunce di circostanza, richiami alla responsabilità: chi governa è chiamato a lavorare, possibilmente in silenzio, e a dare risposte concrete”.
Secondo il forzista, “la Regione è sempre più lontana dal territorio aquilano e la sinistra ha imparato troppo presto a disinteressarsi della cultura prediligendo, probabilmente, ambiti meno romantici ed edificanti (moralmente parlando!). Le difficoltà dell’Isa, dei suoi dipendenti, delle istituzioni culturali aquilane – prosegue – rappresentano la sconfitta di un modello di governo che ha trovato nella filiera Pd (Comune, Regione, Governo) la rappresentazione più buia che il Capoluogo di Regione da sempre ricordi”.
“La sinistra e il Pd sono ipocriti e carnefici: la morte di uno dei fiori all’occhiello del nostro territorio, l’Isa appunto, sarebbe un po’ la morte di tutti quanti noi, e rappresenterebbe l’ennesimo fallimento di una parte politica da sempre più brava a criticare che a ad amministrare”, conclude.






