L’AQUILA – “L’insipienza del centrodestra sulla questione del progetto C.a.s.e. è evidente: se Guido Liris è il loro candidato sindaco per noi sarà un grande vantaggio”. ”Massimo Cialente scherza con il fuoco e si brucerà”.
È guerra aperta tra il primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, e il capogruppo di Forza Italia Guido Liris, in un possibile anticipo di campagna elettorale sulla questione di canoni di compartecipazione e bollette di progetti C.a.s.e. e Map.
Cialente, che dopo due mandati nel 2017 non potrà ricandidarsi sindaco, non è nuovo a punzecchiature dei papabili candidati di centrodestra alla fascia tricolore: prima se la prendeva con Giorgio De Matteis, poi (in termini molto meno acri e quasi lusinghieri) con Salvatore Santangelo, ora la sua attenzione è per Liris.
Il capogruppo di Forza Italia che si è erto a “paladino” degli inquilini che si rifiutano di pagare bollette al metro quadrato e canoni “per servizi non erogati”, sta infatti partecipando alle riunioni degli assegnatari, dopo averli invitati “alla mobilitazione”.
Una vicenda che prende le mosse dalla condanna della Corte dei conti per danno erariale, relativa alla gestione dei progetti C.a.s.e. e Map e in particolare ai mancati sfratti dei morosi, inflitta al sindaco, Massimo Cialente, due assessori, Fabio Pelini e Alfredo Moroni (quest’ultimo ex) e una dirigente del Comune, Patrizia Del Principe, per complessivi 150 mila euro.
“Le dichiarazioni di Cialente sono offensive e pericolose – attacca il consigliere forzista – scherzando con il fuoco spesso ci si brucia! Dopo le ingiunzioni e gli sfratti oggi arriva la nuova ricetta partorita dall’amministrazione sinistra a capo della nostra città: stornare le cifre inviate con le bollette ‘pazze’ direttamente dai contributi per la ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal terremoto. Una scelta folle e certamente non percorribile a livello amministrativo”.
“Liris è una persona che non sa neppure che, in questo momento, per il Comune la gestione di questo grande condominio di C.a.s.e. e Map comporta uno sforzo straordinario in termini di personale e di costi – ribatte Cialente – Forse per lui è giusto far pagare a tutti i cittadini dell’Aquila quello che non vogliono pagare gli assegnatari di progetti C.a.s.e. e Map”.
“Il muro alzato dalla amministrazione rispetto alla legittima protesta proveniente dai residenti di C.a.s.e. e Map nasconde tanta paura e, soprattutto, profonda incapacità di gestione della problematica – prosegue Liris – Inoltre, contribuisce, qualora ce ne fosse bisogno, a surriscaldare gli animi di una popolazione che non ce la fa più, che chiede di pagare il giusto, secondo quanto consumato per quanto riguarda le utenze, e in rapporto ai servizi di cui fruisce”.
“Siamo alla follia amministrativa – aggiunge Liris – il sindaco sta sottovalutando la portata del malcontento e sceglie di incattivire il clima. Non sarà consentito a questa amministrazione di andare avanti in maniera così arrogante e violenta. Voglio credere che le dichiarazioni di Cialente e company relative al taglio dei fondi destinati alla ricostruzione per i morosi sia stata una provocazione o, meglio, una dichiarazione dovuta al primo caldo della bella stagione”.
“La ricostruzione è sacra, non si tocca, non può essere utilizzata come merce di scambio – conclude – E poi mi chiedo: quale ricostruzione? Quella del decimo e dell’undicesimo elenco? Mi aspetto un mea culpa immediato e una ravvedimento operoso da parte dell’amministrazione a stretto giro”.




