L’AQUILA – “La quantificazione del danno secondo equità in sentenza corrisponde a poco più di un centesimo della richiesta risarcitoria avanzata dalla procura regionale, evidentemente costruita su basi astratte o inesatte”.
Questa la dura presa di posizione dell’avvocato Carlo Benedetti, che è anche presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, dopo la sentenza di condanna della Corte dei conti nei confronti dei suoi due assistiti, il sindaco, Massimo Cialente, e l’ex assessore Alfredo Moroni, condannati come l’altro assessore Fabio Pelini a rimborsare 30 mila euro ciascuno di danno erariale mentre la dirigente Patrizia Del Principe dovrà pagarne 60 mila.
In totale fanno 150 mila euro, il “centesimo” decretato dai giudici contabili a cui Benedetti si riferisce in relazione alla richiesta di partenza della procura regionale della Corte dei conti, che era di ben 11 milioni di euro.
“È e rimane una condanna che, malgrado susciti comprensibile soddisfazione per la difesa – prosegue Benedetti – a mio parere sembra essere svincolata dalla realtà dell’emergenza e ingenerosa nei confronti di chi ha gestito situazioni che nessun Comune d’Italia è chiamato a gestire”.
“Valuteremo con serenità la possibilità di proporre Appello”, conclude, mostrando una posizione più prudente rispetto a quella dei suoi due assistiti, Cialente e Moroni, che entrambi hanno già dichiarato a questo giornale di voler proporre il ricorso nel secondo grado di giudizio. (alb.or.)



