L’AQUILA – “Non era il caso di venire a lavorare per l’Adunata degli Alpini. Chi non ha lo stand in centro storico, in pratica fa pochissimi incassi”.
È un coro quasi unanime quello dei commercianti, aquilani e non, destinati con i loro stand nella zona di via Vicentini, nell’immediata periferia a ridosso del centro storico dell’Aquila invaso in questi giorni da centinaia di migliaia di penne nere per l’edizione numero 88 dell’Adunata nazionale.
“Per noi quaggiù la situazione non è assolutamente all’altezza delle aspettative, anzi, è addirittura peggiore di quanto si potesse immaginare”, lamentano alcuni commercianti intervistati da AbruzzoWeb.
È il caso, tra gli altri, di chi, come Romualdo Maranella, che insieme alla sua famiglia gestisce un’azienda agricola a Basciano (Teramo), ha venduto pochissimi panini con la porchetta nel suo stand nel piazzale di Carrefour.
“La sera sono costretto a buttarla – ammette con rassegnazione il giovane di casa Maranella – qui sto spendendo soldi inutili, ci sto rimettendo. Si poteva organizzare meglio questo evento, invece molti di noi sono rimasti fuori dal ‘giro’ che ha portato tantissima gente solo nel centro storico e nelle immediate vicinanze”.
“Ora dobbiamo sperare di fare qualche incasso domani, quando passerà da queste parti la sfilata delle penne nere”.
Stessa sorte per altri commercianti della zona, anche se qualcuno che sorride c’è.
Si tratta di Gabriele Sorrentino, storico gestore del ristorante-pizzeria ‘Nonna Cristina’, nei locali dell’ex Porta Romana, per i più giovani ex Harry’s.
“Non mi posso lamentare – afferma Sorrentino – e ci tengo a ricordare che i nostri prezzi sono rimasti gli stessi, non li abbiamo aumentati per l’occasione. Questo evento ha portato, alla fine, un po’ di lavoro”.
“Non mi aspettavo una presenza così numerosa di persone – dice infine Sorrentino – bisogna ammettere che un grande evento ogni anno all’Aquila manca, io lo chiedo da tanto tempo, come anche altri”.
La musica in centro storico, però, è completamente diversa, come dimostrano le parole di Aldo Piccinini del Nero Caffè in corso Vittorio Emanuele, e Chicco Nurzia, del Caffè Nurzia in piazza Duomo.
“La festa più bella alla quale io abbia mai partecipato – afferma Piccinini – ed è giusto che i prezzi per quel che ci riguarda siano rimasti come nelle situazioni normali, perché la gente che è venuta all’Aquila in questi giorni andava ringraziata anche dal punto di vista economico. E se il Comune dell’Aquila riuscisse ad organizzare un grande evento tipo questo, sarebbe una gran cosa. D’altra parte, L’Aquila è l’ultima città a non avere eventi”.
Per Nurzia, l’Adunata “è qualcosa di strepitoso. Ottima l’accoglienza da parte nostra, basta applicare dei prezzi adeguati e non prendere in giro la gente. Perché anche così si ricorderanno di noi”.
“Serve un evento come questo all’Aquila una volta l’anno – prosegue il commerciante – che porterebbe grosse risorse economiche. Basta organizzarsi e lavorare. Non credevo che venisse così tanta gente in piazza Duomo da quando sono nato”.
“A chi mi chiede come va la ricostruzione. rispondo che siamo nelle mani di Dio”, conclude Nurzia.
Molto soddisfatti anche gli ambulanti delle altre parti d’Italia, di cui una grossa fetta non aveva mai messo piede nel capoluogo abruzzese prima d’ora.



