AVEZZANO – Una task force di 55 medici di famiglia, formati e coinvolti dalla Asl 1, per cogliere tempestivamente i primi sintomi dell’ictus e mettere in moto prima possibile la macchina dei soccorsi. È quella organizzata, mercoledì scorso, dall’unità operativa complessa di Neurologia dell’ospedale di Avezzano (L’Aquila).
Si tratta, più precisamente di uno stage formativo e informativo attraverso cui riunire i medici di famiglia e mettere concretamente in atto un progetto per valorizzarne il ruolo in tal senso. Il fattore tempo, per l’ictus, è infatti decisivo e il medico di base, primo e importantissimo anello della catena di intervento, deve saper sempre riconoscere i sintomi, a volte non evidenti, di un corto circuito cerebrale.
Coinvolti allo stage 55 medici di base, dalla Valle Roveto alla Piana del Cavaliere, fino alla Valle del Giovenco oltre, ovviamente ad Avezzano, per iniziativa del professor Antonio Carolei, direttore di neurologia e presidente nazionale dell’Iso (Italian Stroke Organization) e del suo team, composto dal dottor Berardino Orlandi e dalle dottoresse Federica De Santis e Francesca Notturno.
I dottori di base saranno così il primo step di una serie di passaggi, il primo soccorso a casa del paziente, l’ambulanza del 118 e l’arrivo in ospedale, che si giocano tutti sulla velocità e che sono decisivi per salvare la vita del paziente o per ridurne i danni cerebrali.
L’ospedale di Avezzano, infatti, dispone di una stroke unit, reparto per la cura dell’ictus, che pratica la trombolisi, un trattamento di alta qualità che richiede non solo esperienza e professionalità ma anche strutture e strumentazioni adeguate. La trombolisi, che più precisamente consiste nella somministrazione per via endovenosa, cioè attraverso una vena periferica, e/o endoarteriosa, attraverso una arteria intracerebrale, di un liquido che scioglie il cosiddetto trombo, il coagulo di sangue che ostruisce l’arteria cerebrale e provoca l’ictus, è efficace solo se praticata poche ore dopo il manifestarsi del malore. L’arco di tempo varia, a seconda dei casi, tra le 3 e le 6 ore dal momento dell’ictus ed è proprio per questo che la tempestività si rivela decisiva.
Il centro ospedaliero di Avezzano ha guadagnato in Abruzzo una posizione di assoluta eccellenza per numero di trombolisi effettuate ogni anno: 28 trattamenti nel 2014, a fronte dei 51 trattamenti dell’ospedale di Pescara, che è quello che ne effettua di più nella Regione. Peraltro, nell’anno in corso, cioè da gennaio a oggi, il numero di trombolisi praticate ad Avezzano è già di 20, dato che per la fine lascia presagire un superamento della cifra registrata nel 2014.
Per fronteggiare con la maggiore efficacia possibile i circa 200 ictus l’anno gestiti dalla stroke unit di Avezzano si attiva un ingranaggio che ‘salda’ le professionalità di Pronto soccorso, diretto dal dottor Ezio De Pratti, reparto di Radiologia, diretto dal dottor Giovanni Passalacqua, reparto di Chirurgia vascolare, di cui è responsabile il dottor Giovanni De Blasis, reparto di Angiologia, con a capo il dottor Mauro Pinelli e il 118, guidato infine dal dottor Gino Bianchi.
Una macchina poderosa sempre in lotta con le lancette dell’orologio e sempre in allerta, che gestisce un bacino di 220 mila utenti tra Marsica, Valle Peligna e area Sangrina.
“Con questa preziosa collaborazione con i medici di famiglia – dichiara Carolei – il nostro obiettivo è ridurre ancora i tempi di soccorso dall’abitazione del paziente fino all’arrivo in ospedale. Oggi, quando l’intervento è immediato e la trombolisi viene effettuata tempestivamente, alcuni pazienti escono dal nostro reparto con le proprie gambe già dopo pochi giorni. Il contributo dei medici di base è quindi importante”.



