L’AQUILA – L’Ugl si rivolgerà alla Direzione provinciale del lavoro se tutti i contratti dei lavoratori assunti dal Consorzio “Lavorabile”, call center che gestisce il servizio assistenza per gli utenti Inps e Inail, non saranno equiparati, o dal punto di vista normativo o salariale.
La minaccia arriva dal segretario regionale Ugl, Piero Peretti, che in una conferenza stampa con il segretario provinciale Ugl Telecomunicazioni ha spiegato come il consorzio, formato da una Srl (Elleacall) e due cooperative (Talea e Ethos), attualmente gestisca l’importante commessa dietro subappalto della società Transcom, altro call center che chiuse a pochi mesi dal terremoto “perché il management disse che non aveva commesse e la sede era inagibile, licenziando 276 lavoratori”.
Per i circa 40 lavoratori della società il Consorzio applica il contratto nazionale delle telecomunicazioni, utilizzato da tutti i call center italiani, mentre per quelli della cooperativa (circa 250) è stato il contratto delle cooperative sociali: “Non solo percepiscono duecento euro in meno (lo stipendio medio è di circa 700 euro) rispetto ai 40 colleghi della società che svolgono le stesse mansioni ma hanno un livello di inquadramento ‘A2’, che nel contratto nazionale delle cooperative sociali è previsto per mansioni di centralinista (e non di operatori specializzati come quelli che lavorano per Inps e Inail che svolgono attività assimilabili a quelle dei patronati), bagnino o addetto per le cucine”.
“Abbiamo chiesto al presidente del Consorzio, Venanzio Cretarola, di equiparare i contratti, e di estendere il contratto Tlc a tutti anche ai dipendenti delle due cooperative, dove quasi il 40 per cento dei lavoratori in organico è composto da disabili (assunti ai sensi della legge 68) e vengono doppiamente penalizzati. Ove non fosse possibile, abbiamo chiesto un equiparazione almeno dal punto di vista salariale. Su questo punto è stato firmato un contratto il 30 giugno che l’Ugl non ha firmato”.
IL CONTRATTO NON FIRMATO
Dopo mesi di trattative proprietà e sindacati trovano l’intesa per un aumento lordo di 44 euro in busta paga, 30 netti, per i dipendenti delle cooperative. Sul contratto firmato dalla Triplice il 30 giugno scorso manca la firma dell’Ugl. Peretti spiega perché.
“Il presidente del consorzio, Cretarola, ha preordinato la firma del rinnovo contrattuale alla sottoscrizione di un altro accordo, che non ha nulla a che vedere, che prevede il controllo delle telefonate (il cosiddetto ‘ascolto remoto’, ndr). Una forma di controllo che è vietata dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, a meno che non vi sia la firma di almeno un sindacato che sia d’accordo. Noi come Ugl in tutta Italia non firmiamo accordi del genere e anche in questo caso abbiamo rotto il tavolo delle trattative perché, a nostro avviso, si tratta di una vessazione nei confronti dei lavoratori, sia per quelli normodotati ma soprattutto per quelli disabili. Ci è stato detto che la misura è stata richiesta per effettuare una sorta di controllo qualità del servizio offerto per conto di Inps e Inail, vedremo se è così”.
Alla fine, comunque, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato entrambi gli accordi: ascolto remoto e aumento in busta paga “che però sono riassorbibili, e quindi potrebbero scomparire con un successivo rinnovo” aggiunge Peretti.
L’ANOMALIA DEI CONTRATTI E L’IPOTESI DI “CONCORRENZA SLEALE”
“Premettendo che, a nostro avviso, Transcom con il terremoto ‘ha fatto tredici’, visto che pochi mesi dopo il sisma ha licenziato i dipendenti e a giugno 2010 ha assegnato una commessa importante come quella Inps e Inail al consorzio, potrebbe venire a configurarsi anche un’ipotesi di concorrenza sleale nei confronti degli altri call center della provincia, dove sono impiegati circa 1000 dipendenti”.
“Riconosciamo che il consorzio Lavorabile ha dato occupazione a circa 300 persone ma in che modo? Applicando un contratto diverso da quello delle telecomunicazioni per la stragrande maggioranza dei dipendenti. Pensiamo al consorzio ‘E-care’ all’Aquila, dove sono stati riassorbiti molti lavoratori ex Transcom, o al ‘3G’ di Sulmona (L’Aquila): in tutti e due i casi, viene applicato il contratto Tlc, che comporta un costo del lavoro più alto rispetto a quello del consorzio ‘Lavorabile’ dove viene applicato quello delle cooperative. Un’anomalia che speriamo non crei problemi. Per evitare ogni equivoco ribadiamo la richiesta di estendere a tutti i lavoratori del consorzio le norme economiche e contrattuali previste per tutti i call center italiani. Altrimenti l’unica via percorribile sarà quella di coinvolgere l’Ispettorato del lavoro”.






