CERMIGNANO – “Le lavoratrici del consorzio Pegaso attendono lo stipendio di marzo, aprile, maggio e giugno e per il futuro ci saranno proroghe di mese in mese fino a che un’unione dei comuni, che sostituirà la comunità montana di Cermignano nel Teramano, non sarà pronta ad assumere il ruolo”.
Monia Pecorale della Cgil Funzione pubblica si dice preoccupata per il futuro dei lavoratori.
“Il sindacato è pronto a promuovere i decreti ingiuntivi non solo contro il Consorzio, ma anche nei confronti della comunità montana perché il ritardo nel pagamento delle mensilità dovute è ormai inaccettabile – dice la sindacalista -. Va detto, tuttavia, che anche le cooperative non se la passano meglio. Il paradosso è che la politica le ‘costringe’ ad operare in un continuo stato di illegalità”.
“Spesso, infatti – aggiunge la Pecorale – dietro l’affidamento di un appalto troppo poco congruo si nasconde l’intermediazione di manodopera, perché non riescono mai ad anticipare le mensilità e sono costrette ad aspettare che la Regione paghi la comunità e che questa a sua volta ‘giri’ le risorse alla cooperativa”.
“A mio parere, non ci saranno vere riduzioni di spesa se al posto della comunità montana di Cermignano – conclude – ci sarà una unione dei comuni con un presidente e un consiglio di amministrazione, con dei costi di gestione per lo stabile e per gli uffici. Dove sarebbe il risparmio?”.






