L’AQUILA – Il comune dell’Aquila presenta il conto. Nel corso dell’incontro attorno al tavolo tecnico di ieri  mattina a cui ha preso parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta,l’Amministrazione ha ufficializzato la somma necessaria per la ricostruzione del centro storico.

Stando ai dati raccolti dall’amministrazione la stima dei costi è di 4,3 miliardi per la città, intesa come capoluogo.

Si intendono il terreno interno alle mura e le cosiddette aree “di frontiera” immediatamente limitrofe.

“Tre settimane fa il Governo ci ha chiesto di conoscere il costo della ricostruzione dei centri storici per capire sulla base delle ordinanze vigenti quanto verrà a costare L’Aquila. Noi abbiamo risposto” ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha aggiunto: “Siamo stati in condizioni di dire al governo che ci ha fatto i complimenti per il lavoro svolto di dare l’esatta stima degli interventi”.

La stima, realizzata dopo le verifiche dei tecnici comunali e del Cnr, non tiene conto degli edifici pubblici, delle proprietà pubbliche, dei sottoservizi e dei luoghi di culto.

DIETRO LE QUINTE DEL VERTICE

Saranno due ordinanze a togliere di mezzo i “macigni” maggiori sulla strada della ricostruzione: la lentezza della filiera sulla concessione dei contributi e la guerra tra ingegneri e Comuni per le convenzioni affidate alle università.

Lo ha assicurato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta durante la riunione del tavolo tecnico convocato questa mattina.

Saranno stabiliti tempi certi per l’istruttoria e la concessione dei contributi delle pratiche “E” e verrà risolto il problema dei ricorsi presentati dal consiglio nazionale degli ingegneri nei confronti delle amministrazioni che hanno già sottoscritto l’accordo con alcuni atenei aquilani per la redazione dei piani di ricostruzione.

Annunciata anche la piena operatività dello “zar” delle macerie a partire dal 1° luglio e proprio la questione della gestione e dello smaltimento dei rifiuti provenienti da crolli e demolizioni sarà il primo punto all’ordine del giorno della prossima convocazione.

In generale l’incontro è scivolato via senza le polemiche che avevano caratterizzato le precedenti riunioni. Da quanto si apprende, l’unico momento di tensione si è avuto quando Letta ha stoppato l’ennesimo tentativo di Cialente di proporre la modifica al decreto del commissario numero 3 del 2010, quello che definisce le modalità per l’approvazione dei piani di ricostruzione.

Il sindaco dell’Aquila ha chiesto di poter avanzare attraverso la “procedura mista” Prg-piano di ricostruzione, il sottosegretario lo ha rassicurato dicendo che tale possibilità è già contemplata nella norma, per cui non c’è bisogno di cambiarla.

Curioso intermezzo, infine, quando Letta ha ricevuto la telefonata di  Silvio Berlusconi e Mario Draghi nella quale il premier gli ha annunciato l’avvenuto accordo sulla nomina del governatore della banca d’Italia alla Bce.

Tutti i presenti, alla notizia, si sono lasciati andare a un applauso in diretta. Una delle prime volte in cui, finalmente, i soggetti seduti al tavolo tecnico della ricostruzione si sono trovati d’accordo su qualcosa. (red)

IL CONTO DEL COMUNE

Secondo le elaborazioni preliminari redatte sulla base delle schede progettuali già in possesso degli uffici tecnici comunali, ha spiegato l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, il Comune ha prodotto una stima elaborando il calcolo delle somme necessarie per la ricostruzione degli edifici privati adottando come parametro quello della spesa per metro quadrato.

Spese che, ristrutturazione ed adeguamento sismico, superano quelle preventivate dal Governo che aveva preconizzato una spesa di 3,163,665,567.23 euro; mentre l’Amministrazione comunale ha parlato di un costo complessivo di 4,376,809,575.67.

Una maggiorazione calcolata sulla base dello studio dei dati tecnici emersi dallo studio delle schede progettuali in base alla quale il centro storico è suddiviso in tre aree: A (città storica), B (area breve), C (area di frontiera).

Anche gli edifici sono stati classificati in tre modi: ordinario, di pregio e vincolato.

Per questi tipi di plessi (situati indistintamente in tutte e tre le aree) il Comune ha presentato la propria proposta di costi necessari per sostenere la ricostruzione: per gli edifici ordinari, a fronte di un costo di 1200 euro a metro quadrato stimato inizialmente, il Comune parla di una somma pari a 1.560 euro a metro quadrato.

Per gli edifici di pregio il costo unitario di base era di 1920 euro a metro quadrato, mentre il costo unitario con le maggiorazioni previste dal Comune è di 2.496 euro. Per gli edifici vincolati, infine, il Comune stima una spesa di 3.120 euro a metro quadrato, mentre il costo unitario di base è di 2400 euro.

La cifra finale, sostanzialmente, è quella necessaria per ricostruire il patrimonio immobiliare privato della città dell’Aquila, senza distinzione tra prime e seconde case.

A chi pensa che ci si trovi davanti ad un piano di ricostruzione risponde l’assessore Di Stefano:

“Il piano di ricostruzione detta  delle linee guida, mentre la visione dello sviluppo urbanistico della città è di competenza del Consiglio comunale. Noi abbiamo presentato,come ci era stato chiesto, una stima dei costi necessari. L’abbiamo fornita, adesso aspettiamo di sapere dal Governo la risposta”.

Una mezza verità, visto che nel corso della riunione tecnica di questa mattina, il Comune ha già presentato una serie di tavole progettuali e, come ha spiegato il sindaco, Massimo Cialente, nella vision della città che verrà: “Il 70% del patrimonio immobiliare del centro storico sarà solo da ristrutturare e riparare, non si tocca. Il restante 30%, invece, andrà ricostruito o riqualificato: penso alla zona della Lauretana o di San Pietro. Ma in ogni caso la discussione sarà demandata al confronto con la città ed il Consiglio comunale”. (g.a.)

CIALENTE: “NO AD ULTERIORI RINVII PE R LE E DOPO IL 31 AGOSTO”

Nel corso del tavolo tecnico di questa mattina, ha spiegato Cialente, “non si è parlato solamente del report sui costi per la ricostruzione in centro all’Aquila.  Si è discusso anche di eventuali modifiche al decreto 3″ (quello relativo all’obbligo di redazione dei piani di ricostruzione, ndr) mentre  sulla filiera per la ricostruzione Cialente ha parlato di  “misure per responsabilizzare progettisti, imprese e amministratori di condomini. Ho chiesto che oltre a quello ‘tecnico’ del 31 agosto prossimo non ci siano ulteriori rinvii. Molte delle case che abbiamo da ricostruire ospitano al piano terra ospitano attività commerciali ed è necessario una ripresa senza ulteriori dilazioni di tempo”. (g.a.)

LE REAZIONI

CHIODI: “AVREMO PER TEMPO LE RISORSE NECESSARIE”

“È stata una giornata molto positiva. Finalmente i sindaci stanno iniziando a presentare i piani di ricostruzione alla Struttura tecnica di missione, come è già avvenuto per sette Comuni e per l’asse centrale della città dell’Aquila, in base a quanto previsto dalla normativa. Ciò significa che la fase di progettazione sta andando avanti grazie all’impegno di tutti”.

L’ha detto il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a margine della riunione del tavolo tecnico di questa mattina coordinato dal vice commissario Antonio Cicchetti.

Quest’ultimo ha sottolineato la necessità di accelerare i tempi per la presentazione dei progetti da parte dei tecnici e il controllo da parte della filiera e dei Comuni.

A tale proposito la prossima settimana la struttura commissariale predisporrà un provvedimento per meglio definire procedure e metodi da seguire da parte dei sindaci per l’elaborazione dei piani e l’individuazione delle collaborazioni.

Intanto prosegue la valutazione delle tempistiche e la stima dei costi necessari alla ricostruzione.

“È un adempimento chiesto dal ministero dell’Economia ai sindaci – ha detto Chiodi – che servirà a verificare la possibilità di ottenere ulteriori provvidenze per il rilancio socio-economico e il ripristino delle seconde e terze case. “Noi avevamo fatto già una stima sommari sui costi della ricostruzione, che si aggirava tra i 12 e 14 miliardi di euro. Confido nel fatto che avremo risorse necessarie per tempo. Il momento è difficile ma per L’Aquila le risorse ci devono essere”.