L’AQUILA – Una vera e propria odissea all’ufficio Postale per ritirare soldi dal libretto di risparmio.

È la storia vissuta questa mattina da una donna, che vuole rimanere anonima, “sballottata” da un ufficio postale e un altro per poter ritirare il denaro di cui aveva bisogno, senza peraltro poterlo alla fine prelevare.

Come ha raccontato ad AbruzzoWeb, la sua odissea è iniziata presso l’ufficio postale del Torrione. Dopo una fila estenuante la signora si è presentata allo sportello per ritirare i 5 mila euro dal proprio libretto di risparmio.

Qui si è sentita rispondere dall’impiegata che non era possibile effettuare il prelievo dell’intera cifra perché giorno di pagamenti delle pensioni statali e l’ufficio in questione si trovava con “i soldi contati”, ovvero un budget limitato di risorse disponibili per le altre operazioni.

Volendo avrebbe potuto ritirare al massimo mille euro oppure tentare presso l’ufficio postale di Coppito, dove la signora ha aperto il conto del libretto di risparmio.

Seguendo il consiglio dell’impiegata, la signora si è dunque recata alle Poste di Coppito, dove, dopo una fila di oltre due ore, è arrivata allo sportello.

Ma per la signora l’odissea non era finita. Nonostante fosse l’ufficio dove aveva aperto il conto, anche qui, causa pagamenti delle pensioni, era impossibile ritirare dal conto più di mille euro.

A quel punto la cittadina, sfinita dalle ore di fila, ha deciso comunque di ritirare la cifra massima concessa, per poi tornare all’ufficio postale del Torrione per protestare con l’impiegata per il consiglio datole.

 Lì di nuovo si è sentita ripetere che “funziona così in tutti gli uffici postali nei giorni in cui si pagano le pensioni”, ha riferito la signora. In via del tutto straordinaria, l’impiegata le avrebbe fatto ritirare massimo 1.500 euro, in via straordinaria.

Tirando le somme, dopo una mattinata intera (dalle otto all’una) passata presso gli uffici postali, dei 5 mila euro, soldi di sua proprietà, la signora ha potuto ritirarne solo la metà.

“È una vergogna – ha sbottato la signora – quella delle Poste è una gestione assolutamente poco professionale. È inaccettabile che, a causa dei pagamenti delle pensioni, le persone non possano avere accesso ai propri soldi che hanno depositato sui conti e libretti”.