L’AQUILA – “La grande vittoria dei si ai referendum e anche l’alta partecipazione hanno fatto in modo che si sia scritta una bella pagina di democrazia”. Ad affermarlo sono Giulio Petrilli, responsabile giustizia del Pd aquilano, e Marcello Pesarini, dell’osservatorio permanente sulle carceri.

Petrilli da tempo sta conducendo una battaglia per il riconoscimento di risarcimenti a favore delle persone ingiustamente detenute prima del 1988, anno di entrata in vigore del nuovo codice di processo penale.

I risarcimenti, in base alle norme attuali, non sono riconosciuti alle persone detenute e poi scarcerate prima dell’entrata in vigore del nuovo codice. Petrilli, che nei mesi scorsi diede vita anche ad uno sciopero della fame per protesta, invoca la retroattività della legge sui risarcimenti per le ingiuste detenzioni.

“Anche lo strumento referendario, che è uno strumento di forte partecipazione, ha ripreso vigore – prosegue la nota –  La difesa dell’acqua come bene pubblico, il rifiuto del nucleare, sono stati sanciti dal voto popolare, così come l’abolizione del legittimo impedimento”.

“Su quest’ultimo referendum, va detto che in questo modo si è anche affermata la difesa dell’articolo 3 della costituzione, che garantisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”.

“Naturalmente è auspicabile che questo principio della difesa dell’art. 3 della Costituzione, venga attuato sempre e  allargato a tutte le questioni attinenti il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”.

“Siamo in  tanti, da anni a batterci per introdurre il principio di equità, attraverso la retroattività nella legge sull’equa riparazione per ingiusta detenzione, che dovrebbe garantire a tutti/e la riparazione da errore giudiziario”.

“Riparazione da errore giudiziario sancito anche dall’articolo 24 della Costituzione e dagli articoli 314 e 315 del nuovo codice di procedura penale”.

“La disuguaglianza stà nel fatto, che tutti coloro i quali sono stati assolti, dopo ingiusta detenzione, prima dell’entrata in vigore del nuovo codice ottobre 1989, non possono accedere alla riparazione”.

“In questo modo viene violato l’articolo 3 della costituzione, perché per alcuni c’è la riparazione per altri no, discrezionalmente a seconda che il processo sia stato celebrato in una città e concluso prima o dopo che in un’altra”.

“In un Paese il cui Governo sappia ascoltare gli esiti delle consultazioni popolari, sarebbe un bel gesto che finalmente venissero calendarizzati i disegni di legge in tal senso presentati e che giacciono nei cassetti delle commissioni giustizia della Camera e del Senato”.